Terminal 1, risalita continua La fuga di Alitalia non pesa

La Prealpina - 30/07/2020

Altro che effetto Alitalia come ostacolo alla ripresa. Malpensa non teme la fuga della compagnia tricolore a Linate. Semmai è Sea, la società di gestione degli aeroporti milanesi, a essere costretta a fare i conti con l’obbligata riapertura del Forlanini che, tra le perdite di traffico dovute all’eccezionale congiuntura e le spese fisse del personale, portano a 30 milioni di euro mensili lo sbilancio con il quale arriverà alla fine dell’esercizio finanziario 2020. Il peggiore, quasi inutile rammentarlo, da sempre. Così, per quanto sia contenuta in una dimensione ai minimi termini mai provata prima (nemmeno con il dehubbing del 2008), la crescita di passeggeri e movimenti continua senza grosse difficoltà e non avrà contraccolpi dal trasloco di Az: praticamente raddoppiati presto i viaggiatori in arrivo e in partenza, l’andamento è proiettato a confermare le previsioni.

Innanzitutto i numeri. Dall’inizio di luglio a ieri i passeggeri sono saliti da 17mila ai 30mila di settimana scorsa confermati fino a ieri. La media quotidiana è stata di 25mila. Inoltre, in base a quanto accaduto finora e alla programmazione delle prossime 48 ore, domani il mese potrebbe chiudere con un dato superiore ai 600mila preventivati alla riattivazione del T1. Non solo. Per sabato e domenica, cioè il primo weekend di agosto, che tradizionalmente è il picco annuale di presenze in aeroporto e che quest’anno incidentalmente coincide con l’1 e il 2, ne sono attesi 35mila al giorno. E questa cifra è destinata a essere confermata nel prosieguo del mese in cui l’obiettivo è di mettere in archivio il primo milione di viaggiatori dalla fine del lockdown. Un risultato facile facile in passato, ma che quest’anno avrebbe il sapore della rivincita sull’emergenza sanitaria. Oltre a confermare la forza di Malpensa. Che ora registra 235 movimenti quotidiani tra decolli e atterraggi.

Ma perché Alitalia non ostacolerebbe questa risalita come qualcuno temeva e qualcun altro pronosticava? La risposta sta nell’essenza della stessa compagnia. A parte il fatto che, dopo averne fortissimamente voluto la riapertura senza reali esigenze sotto il profilo dell’aviazione civile, il suo ritorno a Linate procede in modo molto lento. Il 24 luglio ha trasferito i voli in continuità territoriale sulla Sardegna che sono 30 al giorno. Dal primo agosto sposterà al Forlanini il resto delle sue rotte sull’Italia e quelle verso le capitali europee, tra le 45 e i 50 a seconda delle giornata. Di fatto è la stessa situazione antecedente al blocco dovuto alla pandemia.

Di contro gli altri vettori stanno riattivando voli una dopo l’altra. In particolare sul fronte Schengen: movimenti e passeggeri sono in aumento grazie alla riproposizione delle destinazioni tradizionale raggiungibili dal Terminal 1. Soprattutto quelle tipicamente estive, ovvero Baleari, Grecia, Sud Italia e via dicendo. Mentre si sono fermati i collegamenti con i Paesi in quarantena dell’Est Europa. Però, e questo è un ulteriore segnale positivo, Emirates potenzia le frequenze sulla rotta Malpensa-Dubai (articolo qui a fianco), offrendo così uno sbocco nel panorama extra Schengen che per ora non ha movimenti.

Insomma, l’unico ostacolo è quello finanziario. Perché la riapertura di Linate sarà un salasso per Sea che peserà sui milanesi in mancati dividendi per Palazzo Marino.