Teramo Fusione delle camere di commercio: si apre la questione “sede”

“Un approfondimento sui criteri che hanno portato ad individuare L’Aquila come sede legale della costituenda Camera di Commercio del Grasso d’Italia, frutto della fusione tra l’ente camerale del capoluogo abruzzese e quello di Teramo”. A chiederlo è Gloriano Lanciotti, presidente della Camera di Commercio di Teramo, sulla base del decreto di riforma del sistema camerale italiano, approvato in agosto, che riorganizza territorialmente la presenza degli enti, individuando per l’Abruzzo due nuove camere di commercio, quella di Chieti-Pescara e quella del Gran Sasso d’Italia. “Quale criterio di determinazione della sede legale delle costituende Camere di Commercio – sottolinea Lanciotti – è stato individuato quello della maggiore presenza di imprese nelle circoscrizioni provinciali. Dato che al momento dell’istituzione della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia, tale criterio non era stato ancora individuato dal ministero dello Sviluppo Economico – prosegue l’esponente dell’ente camerale teramano – fu previsto che la sede legale fosse localizzata nel comune capoluogo di regione, indipendentemente dal numero delle imprese”. Alla luce di quanto disposto dal decreto dell’8 agosto scorso, “è nelle intenzioni di questo ente procedere ad un ulteriore approfondimento di tale argomento – conclude Lanciotti – che sarà sottoposto all’attenzione della Giunta camerale e del Consiglio nei prossimi giorni”.

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