Teniamo il Sant’Antonio Abate

D’improvviso la sicurezza di un «sì» convinto dall’amministrazione civica di centrodestra all’ospedale unico scompare. Si ottenebra dietro la richiesta di maggiori garanzie viabilistiche da parte di Gallarate. Così, in una veloce spirale di affermazioni e contro-affermazioni germinate nella medesima area politica — l’alleanza tra Lega e Forza Italia che governa le due città interessate dalla struttura e la Regione che deve costruirla —in pochi giorni addirittura si arriva a un aut aut del sindaco Andrea Cassani affidato ai social e indirizzato all’assessore regionale Giulio Gallera (Welfare): o le strade necessarie sono pagate da Palazzo Lombardia e il futuro polo sanitario beneficia i gallaratesi oppure meglio tenersi il vecchio Sant’Antonio Abate e investirci soldi per portarlo all’altezza dei tempi. Un fulmine a ciel sereno. Tanto che dai banchi di opposizione il capogruppo del Partito democratico, Giovanni Pignataro, un po’ frastornato chiede chiarimenti ufficiali. Da avere in aula consiliare, però, non su Facebook. Botta e risposta Come noto, tutto ha inizio proprio in consiglio comunale. Durante l’ultima seduta settimana scorsa. Un question time del Pd chiede conto sia dell’ospedale unico sia dei famosi 750mila metri quadrati potenzialmente edificabili in previsione della nuova opera, dei quali aveva parlato pubblicamente l’assessore Alessandro Petrone (Urbanistica) in un incontro sulla Variante al Piano di governo del territorio, e il sindaco replica dicendo che non c’è più certezza sulla sede di Beata Giuliana (al confine tra Gallarate e Busto) con la conseguenza che non ha senso parlare di quella notevole superficie ora boschiva lungo la 336. Nell’opposizione di centrosinistra nascono inevitabili dubbi. In teoria sciolti dall’intervento di Gallera che, a margine dell’incontro di FI dell’altra sera al Maga, sull’area conferma la scelta prevista dalla delibera regionale. Appunto i terreni di Beata Giuliana vicini alla superstrada. Tuttavia, a stretto giro di posta, ecco l’aut aut via Facebook di Cassani. In un botta e risposta interno al centrodestra. La cartina Dt 10 Tutto ciò però ad altri risulta poco chiaro. Infatti, Pignataro (qui in basso nella foto Blitz) torna alla carica. Prima ricorda un particolare: «Prendendo atto delle affermazioni del sindaco non si capisce perché la Variante al Pgt nella cartina Dt10 presenti un cerchio rosso con dentro scritto “Ospedale unico” proprio nei terreni di confine a Beata Giuliana». Poi pone qualche interrogativo a Cassani e al suo esecutivo: «Sul tema c’è forse conflitto tra Lega e Forza Italia? O c’è conflitto tra Regione e Comune? Lui dove ha in mente di localizzare questo benedetto ospedale? Gallarate ha la sua proposta?». Balletto insopportabile Il gruppo di opposizione attende dunque precisazioni ufficiali in sede istituzionale. Anche perché si tratta di un’opera da 350 milioni di euro. E, tornando al principio della vicenda, ci sarebbero pure implicazioni per 750mila metri quadrati lungo la 336. «Vogliamo chiarezza sull’ospedale e sul consumo di suolo, però dall’intera giunta civica», conclude Pignataro. «Serve serietà. Soprattutto davanti alla situazione di difficoltà nella quale versa il Sant’Antonio Abate. Questo balletto è diventato insopportabile»