«Tenete il patent box»

La Prealpina - 19/11/2021

«Eliminare il patent box sarebbe un demerito per l’intero sistema Paese». Riccardo Comerio conosce molto bene l’agevolazione fiscale sui redditi provenienti da uso di beni immateriali: da quando è entrata in vigore l’ha utilizzata per una decina di brevetti. E ora proprio non può avvallare la decisione di abolirlo. «È sicuramente una agevolazione complessa – spiega l’imprenditore bustocco – perchè richiede un accordo preventivo con l’Agenzia delle Entrate. Eppure, proprio questa debolezza è anche il suo punto di forza perchè un imprenditore sceglie questa opzione sapendo che parte da un accordo preciso e specifico. Ma, al di là delle singole aziende, il Patent box è stato positivo per il Paese. Le agevolazioni fiscali, infatti, hanno attratto diverse aziende straniere «che hanno posizionato in Italia proprio le loro attività di ricerca. È chiaro che in questo modo a guadagnarci è tutto il sistema economico italiano». E poi c’è un altro aspetto non secondario: i benefici per le filiere produttive. «È vero che questa agevolazione non è un provvedimento generalista con soldi a pioggia sulle aziende – sottolinea Comerio – ma i benefici poi ricadono su tutta la filiera e sull’indotto dell’azienda che lo sceglie». Insomma, Comerio, esattamente come i suoi colleghi, chiede al governo di rivedere le sue posizioni. Il ministro Giorgetti è al lavoro e il compromesso di una doppia scelta con entrambe le agevolazioni fiscali sarebbe ben vista. «Sarebbe bello se fosse davvero possibile – commenta anche Ivan Spertini, socio di Kpmg Italia e operativo proprio sul territorio varesino – Io conosco imprenditori in provincia che hanno usufruito del patent box ed eliminarlo sarebbe un passo indietro». La visione è in linea con quella degli imprenditori. «Bisogna capire che il patent box è un premio – sottolinea Spertini – per chi investe in ricerca e sviluppo creando valore aggiunto con idee, migliorando processi e prodotti. E agire sugli utili di una azienda significa creare uno stimolo a fare le cose qui in Italia». Dal suo osservatorio di consulenza, Spertini sottolinea come in un primo momento ad aderire a queste agevolazioni siano state le aziende più strutturate, ma una volta finito il rodaggio, anche quelle di dimensioni inferiori hanno aderito. «Gli imprenditori, che hanno tenuto in piedi l’economia – dice Spertini – sono rimasti a bocca aperta quando hanno visto la possibile cancellazione del provvedimento. Agire sui costi, come prevede il decreto fiscale, va bene ma è un passo indietro nel passato. Non si premia più chi produce profitti, ricchezza per il Paese».

Due approcci differenti

Patent box e nuove norme contenute nel decreto fiscale sono due agevolazioni fiscali ma con un approccio completamente diverso.

Il Patent box è in vigore dal 2005 ed E è una agevolazione fiscale complessa che si applica a redditi frutto dell’utilizzo di beni immateriali , in primis i brevetti. Consente di non tassare il 50 per cento di tali redditi e viene applicata soltanto se richiesta dal contribuente. Ci deve essere anche un’altra condizione: l’azienda deve svolgere attività di ricerca e sviluppo connessa ai beni immateriali. «L’obiettivo del Patent box – spiega Paola Castiglioni, presidente dell’ordine dei commercialisti di Busto Arsizio – era incentivare l’uso di beni immateriali e favorire la ricerca e sviluppo. Era positivo perchè spingeva le imprese a dimostrare che dalla ricerca nascono brevetti che a loro volta generano reddito. È una visione più ampia rispetto al credito di imposta. E devo dire che è stato apprezzato, seppur complesso, dalle aziende della nostra provincia. Ora, però, se sarà abolito, molte di loro si troveranno in difficoltà. Non si tiene mai conto del fatto che le aziende fanno dei piani pluriennali . Le norme che cambiano in corsa hanno conseguenze pesanti sui bilanci e sullo sviluppo delle imprese».

E ora si vorrebbe cambiare di nuovo. Le nuove norme inserite nel decreto fiscale, infatti, sostituiscono il patent box con la possibilità di dedurre in forma maggiorata i costi relativi ad attività di ricerca e sviluppo in azienda. Ma non si monitora che cosa accade e quali risultati porta l’attività di ricerca e sviluppo. Per questo gli imprenditori considerano questa proposta un passo indietro. Il ministro Giorgetti ha provato a trovare un compromesso, proponendo di mantenere entrambe le possibilità. «Ma le risorse ci sono ? – continua Castiglioni – Si potrebbe almeno mantenere il patent box per chi ha già fatto questa opzione, tenendo conto che è quinquennale»