Tempi lunghi per il nuovo presidente

La Prealpina - 04/10/2017

Si allungano i tempi per la nomina del nuovo presidente della Camera di Commercio di varese. Vinta la battaglia dell’autonomia, nell’ambito della riforma degli enti camerali, ora per piazza Monte Grappa è in gioco una seconda partita fondamentale, vale a dire il rinnovo del consiglio e la scelta del presidente. Gabriele Albertini, infatti, ha traghettato l’ente fino alla scadenza del mandato dopo la prematura scomparsa di Renato Scapolan.

Al momento il consiglio camerale risulta in quella che in termini tecnici si chiama “prorogatio”. Il che significa che, pur essendo ufficialmente decaduto il 27 settembre scorso, continua a rimanere in carica in virtù di una proroga ad hoc in attesa della scelta dei nuovi componenti. La verità è che la pratica – se così vogliamo definirla – è ferma in Regione Lombardia. Le associazioni di categoria hanno già provveduto ad inviare a Milano i nominativi dei futuri consiglieri e sono in attesa delle nomine ufficiali da parte della Regione. I funzionari, da parte loro, prima di dare il loro nulla osta, verificano requisiti, curriculum ed esperienze delle singole persone.

E’ chiaro che la procedura richiede del tempo. In consiglio, infatti, siederanno 25 persone: 22 espressione del mondo produttivo, una del mondo delle professioni, una delle organizzazioni sindacali e una terza del mondo dei consumatori. Il decreto di nomina sarà firmato direttamente dal presidente di Regione Lombardia, Roberto Maroni. Per la verità il documento era atteso per i primi giorni di settembre, ma ad oggi ancora nulla. E’ probabile che, anche in virtù della riorganizzazione delle Camere di Commercio, i tempi per le verifiche si siano allungati. Non solo. La sensazione è che nelle mani dei funzionari incaricati delle verifiche, ci siano nomi assolutamente nuovi del panorama economico varesino, come se le associazioni volessero dare vita a un nuovo corso dell’ente, con protagoniste le nuove generazioni. A questo punto è abbastanza facile prevedere che la nomina del nuovo presidente potrebbe slittare addirittura a novembre inoltrato. Ma è chiaro che le diplomazie sono già al lavoro. Forse per la prima volta si arriverà ad un accordo sulla presidenza in tempi rapidi.