Tecnologia e territorio Il connubio vincente

La Provincia Varese - 15/06/2016

«Tecnologia e territorio, connubio vincente. Il modello Esino Lario è la nostra “Silicon Valley”». Parola di Luca Spada, patron di Eolo Spa, l’azienda di telecomunicazioni con sede a Busto Arsizio che ha fornito la “spina dorsale” tecnologica indispensabile per consentire ad Esino Lario di ospitare un evento della portata di Wikimania 2016. «La fibra ottica, che in molte zone di Milano non è ancora arrivata, ad Esino c’è». La partnership Com’è nata questa partnership tra Eolo ed Esino Lario? «Già un anno fa Iolanda Pensa era venuta a parlarci di questo progetto, del suo sogno di portare l’evento annuale di Wikipedia in Italia, addirittura ad Esino Lario, che è il paese in cui vive lei. Esino è il classico comune “super-sfigato” privo di connettività: fa parte del nostro Dna coprire queste realtà sin da quando esistiamo. Oltretutto l’unico operatore di connettività fissa presente ad Esino, a tutt’oggi, siamo solo noi». Naturale raccogliere la sfida? «Quando me l’ha proposto, da un lato è emerso il desiderio di fare qualcosa per Wikipedia che tutti qui in Eolo usiamo tutti quotidianamente visto che è un servizio gratuito, dall’altro il fatto di avere un ruolo importante in un Spada: «Una delle cose da valorizzare dell’Italia, a proposito di startup, sono le tecnologie legate al territorio» Varese Press Comune così piccolo dove la banda larga l’avevamo portata solo noi, ci entusiasmava. Era l’accoppiata perfetta. Così ci siamo fatti carico di portare tutta l’infrastruttura abilitante per questo evento». Avete collegato la piccola Esino con la fibra ottica in banda ultralarga? «Nella settimana di Wikimania sono attese oltre mille persone, tutti “wikimaniacs”, persone estremamente online e connesse dalla mattina alla sera: avevano bisogno di una connettività significativa per l’evento. Così ci siamo fatti carico di un investimento ingente, dal quale probabilmente non rientreremo mai, ma lo facciamo per questioni di immagine. Abbiamo portato su la fibra ottica, realizzando una mega infrastruttura da Varenna, lungo la strada, per portare ad Esino la fibra ottica da un gigabit. Inoltre abbiamo potenziato i collegamenti radio, così se la fibra ha problemi c’è il collegamento radio di riserva, e abbiamo esteso la fibra per andare a portarla nei cinque-sei punti nevralgici, «Esino Lario è la nostra Silicon Valley e ad oggi siamo l’unico operatore di connettività fissa presente nella zona» dalla biblioteca alle scuole all’ex cinema, dove si terranno le sessioni della conferenza. E poi…» Ancora? «Sì, sempre in forma gratuita, abbiamo coinvolto un vendor di tecnologia, Cambium Networks, che ha sponsorizzato la fornitura di tutti gli access point wi-fi, che sono già stati installati e che copriranno tutta la parte del paese dove si svolgerà la manifestazione». Il wi-fi resterà «Abbiamo deciso di lasciare dopo l’evento tutta l’infrastruttura che abbiamo creato. Così, paradossalmente, mentre ci sono alcune parti di Milano ancora senza fibra ottica, invece ad Esino la fibra c’è. E il mio auspicio è che possa essere utilizzata per creare centri o attività fortemente basate sulla connettività a banda ultra larga ad Esino». Spera in un effetto traino per l’economia del territorio? «Esino è una comunità molto attiva. Hanno fatto dei miracoli per ospitare questa manifestazione. Anche i lavori di posa della fibra ottica in paese, che normalmente richiedono tre mesi solo per ottenere i permessi, in due settimane sono stati completati. C’è una volontà significativa di ospitare questo evento. Ecco perché può crearsi un contesto per cui delle attività innovative possano insediarsi». Una piccola “Silicon Valley”? «Ma a modo nostro. Perché una delle cose da valorizzare dell’Italia, a proposito di startup, sono le tecnologie legate al territorio. Perché se ci illudiamo di competere con le startup che nascono nella Silicon Valley, quelle che si inventano Twitter, Google o Facebook, no way, partiamo persi in partenza. Là c’è un contesto nato da 60 anni attorno a due delle maggiori università di tecnologia, con un contesto di investitori che qui non si può riprodurre». Ma non hanno le nostre specificità territoriali… «Esatto. Noi dobbiamo far leva su quello che siamo bravi a fare: una spiccata imprenditorialità anche piccola, le bellezze che ci circondano e il fatto che abitiamo sparpagliati in posti molto belli. Da questi elementi dobbiamo trovare un connubio per far nascere opportunità. Un’infrastruttura a banda ultra larga in un posto come Esino può essere abilitante e stimolante». Un modello anche per il nostro territorio? «Molto spesso in questi piccoli paesini, come Esino Lario, nel corso degli anni si è verificato un forte spopolamento. Ci sono tantissimi edifici vuoti che potrebbero tornare a vivere». Insomma, una scommessa vinta? «Mi piace e abbiamo dato la nostra massima disponibilità a supportare l’evento, anche se noi il nostro lavoro l’abbiamo fatto. Io sabato tornerò ad Esino. Ma solo per quanto se ne è già parlato sui media, sarebbe anche abbastanza così. Una ricaduta anche per noi molto positiva»