Tassa sui frontalieri La Svizzera dice no

La Prealpina - 27/09/2017

Bocciata sonoramente. Non è passata la mozione del parlamentare Lorenzo Quadri della Lega dei ticinesi, che aveva presentato una proposta per tassare l’ingresso dei frontalieri italiani in Canton Ticino. Il Consiglio nazionale, vale a dire la camera bassa dell’assemblea elvetica, ieri ha infatti respinto il provvedimento per 130 voti a 56.

Insomma, se fossimo nel Bel Paese, il risultato della votazione sulla misura anti-italiani sarebbe simile a una Caporetto. D’altronde, a precedere la votazione, la consigliera federale Simonetta Sommaruga (“ministro” della Giustizia e polizia) aveva sottolineato come una simile misura sarebbe stata discriminatoria nei confronti dei lavoratori pendolari varesini, comaschi e della Valtellina, andando contro all’accordo di Schengen, sulla libera circolazione delle persone. Inoltre, in un momento in cui Berna sta cercando in ogni modo di chiudere il nuovo accordo fiscale con l’Italia, che riguarda pure la tassazione dei frontalieri, una votazione favorevole al “dazio doganale” avrebbe causato il gelo con Roma. Al contrario gli svizzeri credono di poter firmare la convenzione prima che si vada a votare per il rinnovo di Camera e Senato e si chiuda quindi l’esperienza del governo Gentiloni.

Niente da fare, dunque, per Quadri e il movimento anti-tricolore del Canton Ticino, che aveva proposto una gabella di 500 franchi l’anno (al cambio attuale 434 euro) che avrebbe permesso al Cantone di lingua italiana di raggranellare circa 32 milioni di franchi l’anno (28 milioni di euro).

Resta comunque irrisolto il problema del traffico generato dai frontalieri che, quotidianamente, varcano la dogana per andare a lavorare in Ticino. Nei mesi scorsi la politica svizzera si era mossa con qualche provvedimento per disincentivare l’uso delle auto, mentre si attende con ansia l’effetto che avrà l’apertura della ferrovia Arcisate-Stabio sulla mobilità transfrontaliera. Ma non è solo una questione di viabilità e smog. Secondo il consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi che ha proposto la mozione, la tassa sui frontalieri sarebbe stata legittima e congrua in quanto «un frontaliere – come ha scritto sul Mattino, il media leghista – può permettersi di vivere bene con una paga che nel nostro Cantone non basta nemmeno lontanamente ad arrivare a fine mese.

Al contrario i ticinesi sono discriminati in casa propria. E la partitocrazia cameriera dell’Unione europea rifiuta di rimediare tramite preferenza indigena. La tassa d’accesso per frontalieri potrebbe calmierare parzialmente questa discriminazione dei residenti». Invece non sarà così: Berna l’ha respinta.