Tassa d’imbarco ridotta: «Sia definitivo»

La Prealpina - 22/07/2016

Negli ultimi tre mesi il governo aveva cambiato versione almeno tre volte. Ma ora, dando ascolto alle compagnie low cost presenti sui cieli italiani, sembra avere deciso la strada da intraprendere. La Commissione Bilancio della Camera dei deputati ha approvato ieri un emendamento del governo al decreto sugli enti locali che «sospende dal 1 settembre al 31 dicembre 2016» l’incremento dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco aeroportuale varato lo scorso primo gennaio. Tra poco più di un mese, dunque, il supplemento per ogni biglietto aereo emesso tornerà a essere di 6,5 euro contro i 9 attuali. Per la copertura dei 60 milioni di minori introiti previsti per il 2016, il governo provvederà per 25 milioni attraverso l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione del Fondo per il personale del settore del trasporto aereo, e per 35 milioni prendendoli dal Fondo per le esigenze indifferibili del Tesoro. Con la prossima Finanziaria si capirà se il dietrofront sarà soltanto temporaneo o se entrerà a regime. Nell’attesa le compagnie aeree si dicono soddisfatte. Ryanair, che soltanto lo scorso 19 maggio aveva minacciato di ridimensionare la propria presenza in Italia a partire dai numerosi aeroporti regionali e delle isole in cui è presente, (provocando così un minore afflusso di turisti provenienti da tutta Europa), ora dice di aver accolto favorevolmente la novità.

Il sorriso è tornato anche in casa easyJet, dove il direttore per l’Italia Frances Ouseley esprime il proprio gradimento ma chiede di andare fino in fondo. «Auspico sia un primo passo verso una completa abolizione della tassa. Da gennaio, infatti, il problema si riproporrà in modo strutturale e va quindi affrontato con maggiore incisività, da subito, intervenendo già all’interno della prossima Legge di Stabilità, che rappresenta un’ulteriore opportunità di ridurre le addizionali d’imbarco e imprimere quindi positivi cambiamenti dal 2017 in poi».