Tassa d’imbarco? «Briciole»

 Forse l’unica buona notizia è che l’importo dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco, per il secondo anno consecutivo, viene confermata a inizio 2018 dal governo italiano. Quello che ha però rimarcato un polemico e dispiaciuto presidente di Ancai (Associazione Nazionale Comuni Aeroportuali Italiani), e vicesindaco di Ferno Mauro Cerutti, sono «le briciole» che il Ministero dell’Economia guidato da Pier Carlo Padoan continua a conferire agli enti aeroportuali. Infatti l’importo della tassa di imbarco relativa al 2017 che con tutta probabilità sarà erogato, e soprattutto dovrà essere suddiviso, entro aprile agli ottantuno comuni aeroportuali italiani è pari a 6.490.000 euro in linea con le risorse erogate dallo stesso governo per la tassa d’imbarco del 2016.

Attacca il presidente Mauro Cerutti: «Sono ancora briciole in quanto dalle nostre stime la cifra spettante agli ottantuno comuni aventi diritto, alla luce dell’incremento dei passeggeri riscontrato all’aeroporto di Malpensa e anche su scala nazionale, sarebbe stata pari a circa 20 milioni di euro». Invece ancora una volta il governo fa lo gnorri e destina ben quattordici milioni di euro in meno ai comuni aeroportuali che già convivono con i disagi dovuti alla presenza degli aeroporti sui territori. Quindi meno di 1/3 se si pensa che invece del sogno venti milioni c’è la realtà di 6 milioni e mezzo. Come detto ancora non è stata definita la ripartizione comune per comune ma almeno per quel che concerne Ferno poco dovrebbe cambiare tra i 294 mila euro ricevuti nel 2016 e la previsione di circa 280 mila che dovrebbero arrivare quest’anno come frutto delle spettanze dello scorso anno.

Da un lato, ammette Cerutti, ricevere per il secondo anno consecutivo le risorse significa che «la causa legale aperta da Ancai contro il ministero dell’Economia e delle Finanze sta dando i suoi frutti e consentirà agli enti locali di potere finalmente spendere nel corso dell’anno queste risorse». Ma dall’altro, affonda lo stesso presidente di Ancai e vicesindaco di Ferno, «è una competenza ancora gravemente parziale alla luce del comportamento iniquo e discrezionale del governo che dimostra di non avere nessun rispetto delle leggi e dei cittadini che convivono con gli aeroporti».

Non è un caso che, riferendosi allo Stato, Cerutti, citando un famoso proverbio, sottolinei come «sbagliare è umano ma perseverare è diabolico» e da Roma si continua a perseverare con gli errori Non bisogna poi dimenticare che ventuno sindaci aeroportuali ricorrenti nella causa legale contro il governo, per le mancate e dovute erogazioni della tassa di imbarco nel decennio compreso tra il 2005 ed il 2015, hanno già dato mandato ai propri avvocati di inoltrare una diffida al ministero dell’Economia in coda alla causa in corso per il riconoscimento dei diritti mancanti dell’anno 2016.