Tassa di soggiorno, perché no?

Meglio la tassa di soggiorno del caro-Cosap, il Canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche che tante polemiche sta suscitando fra i pubblici esercizi e non solo, davanti all’ipotesi che venga aumentato: questa volta è Confesercenti a rilanciare l’idea all’amministrazione, che ha sospeso il provvedimento di rincaro proprio in attesa di ascoltare la voce degli operatori.

«In realtà questa nostra proposta era già contenuta in un documento che abbiamo presentato l’anno scorso a tutti i candidati sindaci – puntualizza Rosita De Fino, direttore territoriale di Confesercenti -. Quello che oggi è un Canone poco tempo fa era una tassa (Tosap), ma cambiano solo le parole, nei fatti parliamo di una vera e propria imposta dovuta, nonostante con il decreto Milleproroghe siano in teoria impediti nuovi aumenti nei tributi. Per reperire risorse aggiuntive, piuttosto, noi puntavamo al contrario a una riduzione del Cosap del 20% con l’introduzione della tassa di soggiorno, che non sarebbe mai a carico degli albergatori ma dei turisti in arrivo nella nostra provincia: con un solo euro a testa legato al pernottamento nelle strutture del territorio, avremmo 200mila euro da utilizzare subito per il rilancio del turismo. Purtroppo, con il 31 dicembre scorso sono scaduti i tempi per la decisione, ma pensiamo ancora che sarebbe un ottimo strumento da utilizzare senza gravare sulle imprese. Sarebbe una scelta innovativa».

Secondo De Fino, poi, il plateatico non riguarda soltanto bar e ristoranti che nella bella stagione allestiscono i dehors esterni: questa non sarebbe dunque solo la battaglia dei tavolini all’aperto.

«Quando parliamo di suolo pubblico non ci riferiamo solo ai pubblici esercizi ma anche ai mercati, alle manifestazioni non solidaristiche come street food ed eventi itineranti. Insomma a tutte quelle iniziative che portano davvero turismo e movimento in città».

Per questo oggi nella sede associativa di viale Milano gli ambulanti si ritroveranno per fare il punto delle novità, visto che per le bancarelle si ipotizzano aumenti di circa il 10% (in media il Comune parla di un più 36%, mentre per l’Associazione commercianti, considerando i massimi per chi opera in Ztl, si arriverebbe addirittura a picchi del più 50%).

«Noi ci chiediamo anche che fine faranno gli sconti sul Cosap previsti oggi per le nuove attività nei primi tre anni (meno 50%) e per chi propone manifestazioni di interesse pubblico con il sostegno del Comune (meno 25%) – si domanda il direttore De Fino -. Non abbiamo ovviamente una delibera davanti, ma si vocifera di una scomparsa di queste agevolazioni che invece per noi sono fondamentali».

Associandosi poi all’appello lanciato già da Ascom nei giorni scorsi, anche Confesercenti ribadisce che «prima si danno nuovi servizi per promuovere il turismo e rendere attrattiva la città e solo dopo al massimo si chiedono ulteriori sacrifici alla categoria: il Comune dovrebbe attrezzarsi con un proprio ufficio bandi per intercettare tutte le possibilità di finanziamento e reperire nuove risorse per il territorio».