Tassa di soggiorno, ora il governo ci mette mano

La Prealpina - 18/10/2019

«Dopo anni di incertezza per enti pubblici e operatori alberghieri, si torna a parlare di riscossione della tassa di soggiorno attraverso un disegno di legge che prospetta regole più chiare e dinamiche più stringenti nell’attribuzione delle responsabilità, ma soprattutto interviene sulle lacune legislative che hanno causato sin qui numerosi procedimenti in sede penale». Lo scrive in una nota il senatore del Pd Mauro Laus, primo firmatario della proposta di legge (che sarà esaminata anche dal ministro Franceschini, nella foto) che definisce il ruolo dei soggetti titolari delle strutture ricettive, che dovranno rispondere in prima persona dell’evasione fiscale conseguente al mancato versamento della tassa.
«Non sono ammesse scuse per chi non versa, salvo la possibilità di rivalersi eventualmente sugli ospiti che non hanno pagato – spiega Laus – Quei denari sono dovuti per legge e rappresentano un capitolo importante nelle casse dei Comuni.
Per contro, lo stesso legislatore ha omesso per quasi un decennio di disporre le necessarie modalità applicative del tributo, preferendo costosi e talvolta iniqui processi penali a carico degli imprenditori, senza che fosse garantita la certezza del diritto». noltre, per recuperare almeno in parte le somme che mancano all’appello delle casse comunali, il disegno di legge prevede una sospensione di 120 giorni dei procedimenti penali già aperti, periodo durante il quale i soggetti a processo avranno la possibilità di versare quanto dovuto e rientrare nella fattispecie del nuovo ddl. «Ancora più importante – conclude il senatore – è il vincolo di destinazione delle risorse derivanti dalla tassa di soggiorno, che i Comuni debbono dimostrare essere davvero destinate a interventi in via esclusiva nel comparto turistico».