Tante novità per BustoFolk che si espande nei quartieri

La Prealpina - 29/07/2022

Concerti anche a Sant’Anna e a Borsano, non soltanto al Museo del Tessile. Una sfilata di bande, una cena irlandese su prenotazione, un convegno dedicato ai Longobardi, concorsi di bodypainting e i falconieri che tanto sono piaciuti lo scorso anno. BustoFolk arriva alla sua XXI edizione e allarga i suoi confini alle periferie, contando su nuove collaborazioni, come quella con gli studenti dell’Istituto Antonioni, pronti a realizzare un documentario da mostrare l’ultima sera, e con l’Archivio Fotografico Italiano, il cui concorso vede in palio nientemeno che un viaggio in Irlanda.

Oltre agli sponsor sono uniti in questa impresa che cattura migliaia di persone anche Regione, Comune, Fondazione Comunitaria del Varesotto, Fondazione Cariplo e Camera di Commercio. Oltre alla Regione Bretagna e a enti governativi e turistici dell’Irlanda. L’appuntamento sarà dal 15 al 18 settembre.

«BustoFolk fa vivere la città con altre associazioni culturali – annuncia Umberto Crespi, voce dei Gens d’Ys che animano questo singolare festival interceltico – Avremo bande da Vienna e dalla Bretagna per coinvolgere Sant’Anna e Borsano. Ci sono band di diversi Paesi che chiedono di partecipare. Busto offre una grande possibilità e la città risponde. Nel 2021 siamo stati funestati dal clima, speriamo in bene questa volta».

Il giovedì ci sarà una cena a tema, con musica irlandese grazie ai gallaratesi Keltaholics. Venerdì 16 la mostra concorso dell’Afi con l’Ente nazionale del turismo irlandese. Quindi Emilio e gli Ambrogio per un omaggio a Gaber e Jannacci con interpretazioni attoriali; Vincenzo Zitello, arpista di fama internazionale, con uno spettacolo nello spettacolo grazie alle lettura di Elisabetta Motta; i Gens d’Ys con nuovi costumi per lo spettacolo della tournée che li ha portati in Italia e all’estero e approderà a Golasecca e poi nelle Marche.

Il sabato si terrà il convegno “Da popolo a regno: il lungo viaggio dei Longobardi” con Elenca Percivaldi, Diego Giulietti, Gabriele Archetti. Festa a ballo con gli studenti dei licei e il concorso letterario. Una confernza avrà come tema la Famine 1847, la grande carestia della monocultura della patata che portò in Irlanda a milioni di morti e ad altrettante emigrazioni. La sera The Shire dal Lazio, Tribesmen dall’Irlanda, con musicisti dai 10 ai 20 anni, i Billow Wood e gli Uncle Bard and the Dirty Bastards, ormai presenza fissa, per unire irish e rock. Sabato 17 dalle 19 concerto nel piazzale di Sant’Anna con Vienne Pipes and Drums e il corpo musicale Pro Busto, mentre a Borsano suoneranno Bagad de Plomodiern e Borsound 1919.

Domenica 18 settembre il contest di bodypaiting inteso «come arte moderna che riprende l’arte antica di dipingere il corpo per guerre o riti, con un focus sulla mitologia celtica legata al fuoco». Al pomeriggio spettacolo con tredici rapaci, gli Irish Accident, lo stage di arpa di Katia Zunino e la presentazione del fondo “Famiglia Tozzi” alla memoria di Alessandra, una delle anime di Gens d’Ys. Alla cornamusa delle Quattro Province sarà dedicato “cantami o musa” e alle 17 la grande sfilata delle bande con La Baldoria bustese dal tribunale fino a piazza Garibaldi per passare a piazza Santa Maria e poi al Tessile: «Un evento epico, con cento musicisti e del tutto gratuito».

I concerti finali vedranno Busto Tattoo, Flavio Oreglio & Staffora Bluzer in cui l’ex comico di Zelig porterà tutto il suo spessore culturale, The Fragment e ancora Tribesmen. I biglietti si possono già acquistare visto il limite di presenze a 1200 persone. Info sul sito di BustoFolk.

Dalla Regione la vicepresidente Francesca Brianza ricorda i 1300 artisti che si sono alternati in questi anni e l’organizzazione impeccabile. L’assessore Manuela Maffioli apprezza il coinvolgimento delle bande che «porteranno allegria lungo le strade». Se Crespi rende merito al Tavolo delle identità di avere favorito la collaborazione tra diverse realtà locali, Maffioli apprezza il coinvolgimento delle periferie in cui intende «aumentare l’offerta culturale».