Tangenti sui binari di Malpensa Lonardoni a giudizio immediato

La Prealpina - 24/11/2016

Giudizio immediato per Davide Lonardoni, il 45enne ingegnere saronnese responsabile (attualmente sospeso) della sicurezza sui cantieri gestiti dalla Nord Ing spa, società partecipata del gruppo Fnm.

A disporre il procedimento speciale con il quale si salta l’avviso di chiusura delle indagini e l’udienza preliminare è stato il gip di Milano Alessandra Simion, in accoglimento della richiesta del procuratore aggiunto Antimafia Ilda Boccassini e del pm Bruna Albertini.

Il figlio dell’ex direttore generale di Ferrovie Nord e attuale assessore ai Lavori pubblici di Saronno, Dario Lonardoni, è stato arrestato il 3 ottobre scorso e, da allora, è in carcere a San Vittore nell’ambito dell’operazione “Underground”.

Per l’accusa, avrebbe intascato una tangente di circa 50mila euro per pilotare i lavori di subappalto del collegamento ferroviario tra il primo e il secondo terminal dell’aeroporto di Malpensa. Questione di giorni e Lonardoni dovrà decidere se andare a dibattimento (in quel caso, il processo ordinario è stato già fissato dal gip Simion per il prossimo 17 gennaio davanti ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale del capoluogo lombardo) o, in alternativa, scegliere un rito alternativo. E quest’ultima opzione, nello specifico, il rito abbreviato (che sconta in automatico un terzo della pena), sembrerebbe la più accreditata.

Questa mattina, nel frattempo, avrà luogo un incidente probatorio dinanzi al gip Simion in cui accusa e difesa stabiliranno quali e quante intercettazioni dovranno essere oggetto di trascrizione da parte dei consulenti tecnici del giudice.

Secondo il teorema accusatorio, respinto dall’indagato, il “dominus” della vicenda, l’imprenditore bergamascoPierino Zanga – al quale si contesta, tra le altre cose, un’evasione di oltre 20 milioni di euro tra fatture per operazioni inesistenti, bancarotte fraudolente, truffe e distrazioni societarie – dopo essere entrato in affari con Salvatore Piccoli (altro indagato in carcere e accusato di associazione di stampo mafioso in un’inchiesta gemella in quel di Reggio Calabria), sarebbe stato indotto da Lonardoni e dal suo assistente Massimo Martinelli (il cui contratto in Nord Ing è nel frattempo scaduto a settembre) a pagare tangenti fino al 2,5% del valore dei subappalti per riuscire ad aggiudicarsi i lavori per il collegamento su rotaia tra i due terminal di Malpensa.

Da qui la duplice contestazione a carico di Lonardoni: associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati di corruzione diretta all’acquisizione di subappalti di opere pubbliche realizzate in Lombardia e indebita induzione a dare o promettere utilità, come si chiama oggi la concussione.