Taino Esplode il caso ex Polveriera

La Provincia Varese - 20/07/2017

Un nuovo vincolo sull’area tainese della ex Polveriera. Sarà la Sovrintendenza ai Beni Ambientali a dare l’assenso a un eventuale progetto in loco. Ma il sindaco Stefano Ghiringhelli non ci sta. La sua giunta ha già presentato un ricorso corredato di una relazione di 40 pagine. «L’area di 600 mila metri quadrati, dove un tempo lavoravano circa duemila persone, presenta certamente siti di interesse storico – spiega il primo cittadino – Ma il vincolo al quale è stata sottoposta l’intera proprietà è generalizzato e riteniamo che sia eccessivo nella parte boschiva. Per questo abbiamo presentato un ricorso gerarchico all’ente superiore e a settembre, entro i 90 giorni previsti, otterremo una risposta». L’acquisto nel 2002 L’amministrazione comunale guidata da Ghiringhelli da sempre è favorevole alla cessione dell’area comunale acquistata nel 2002 dalla Montedison e che prevedeva il sorgere di un villaggio ricettivo-turistico. «Il nostro Comune di 3700 abitanti non è in grado di gestire in proprio questo investimento. Inoltre il sito presenta tre punti da bonificare. Si tratta di piccole aree di 6 mila metri quadrati complessivi, già identificate nel 2006 quando fu redatto l’ultimo Piano di Caratterizzazione. Oggi attendiamo un contributo di 23 mila euro dalla Regione per aggiornare questo Piano. Stiamo collaborando con la Fondazione Lombardia per l’Ambiente (FLA) per cercare di bonificare le aree pubbliche inquinate». Una legge del 2004 però assoggetta gli immobili pubblici a verifica d’interesse da parte del Ministero dei Beni Culturali. E fra questi rientra anche la ex Polveriera tainese dismessa dal 1972, che com- « Decreto sproporzionato che mette a rischio ogni progettualità Lasciate stare il bosco prende decine di edifici fra magazzini e depositi di bombe e dinamite realizzati a partire dal 1914, casematte per le esplosioni controllate e piazzole. Il tutto in un contesto ambientale boschivo molto bello e con un panorama a dir poco incantevole sul lago Maggiore. Il “permesso” «La divisione regionale del ministero dei Beni culturali ha posto un vincolo totale sull’area, con il risultato che chiunque voglia investire in loco dovrà prima chiedere il permesso ai tecnici della Sovrintendenza – spiega Ghirighelli – Questo a mio avviso potrebbe scoraggiare o allungare i tempi di realizzazione di qualsivoglia progetto, ed è un punto a sfavore. Per questo abbiamo fatto ricorso. Al momento non ci sono investitori certi. Ma coloro che finora hanno mostrato interesse per l’area ci hanno domandato il parere della Sovrintendenza». La zona della ex Polveriera fu pagata 850 mila euro con un conseguente mutuo acceso per l’acquisto che peserà fino al 2035 sulle casse pubbliche del piccolo Comune. Per il sindaco «il decreto di vincolo appare sproporzionato nella sua impostazione rispetto alla condizione dello stato dei luoghi e finirebbe per limitare qualsiasi progettualità. Dovrebbe essere apposto unicamente sugli edifici storici meglio conservati e non sull’intera zona boschiva». n