T1 bloccato contro le coop

La Prealpina - 29/05/2017

«Le cooperative non devono entrare a gestire le attività di handling nell’area rampa dell’aeroporto di Malpensa», dicevano a gran voce gli oltre duecento lavoratori riuniti ieri mattina alle 7 in presidio davanti ai check in di Ryanair al T1. E le cooperative non entreranno. Perché Alpina, a cui Ags (che a Malpensa gestisce l’handling per Ryanair) avrebbe voluto cedere in subappalto le attività di rampa a partire dal primo giugno, non otterrà l’autorizzazione da parte di Enac. Manca soltanto l’ufficialità, ma i rappresentanti sindacali che al termine della manifestazione sono stati ricevuti nella palazzina dell’Ente nazionale per l’aviazione civile (Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Flai, Usb, Cub, Adl), sono usciti con la convinzione di aver vinto la loro battaglia.

«Se entra Alpina il sistema viene drogato con un gioco al ribasso che va a calpestare diritti e stipendi dei dipendenti aeroportuali», tuonava ieri al megafono Andrea Orlando (Flai). «Le cooperative superano i contratti nazionali con propri regolamenti interni. Ti dicono che sei socio e nello stesso tempo ti sfruttano». L’ingresso di Alpina, ha spiegato Angelo Piccirillo (Cgil), finirebbe per condizionare anche i diretti concorrenti di Ags: «Wfs, Aviapartner e Airport Handling, almeno inizialmente, faranno finta di ostacolare questo processo. Ma poi, con la prospettiva di abbassare i costi, anche loro cominceranno a subappaltare alle cooperative. E’ inevitabile». Dal suo arrivo a Malpensa un anno e mezzo fa, ha ricordato Renzo Canavesi (Cub), Ags ha portato in dote in piazzale quasi cinquanta dipendenti. «Di questi venti circa sono precari con contratti di sei mesi, altri venti sono con la società interinale, due soli sono a tempo indeterminato, quelli che hanno fatto venire da Bergamo». Non è questo il sistema che i sindacati vogliono a Malpensa. «Noi il modello Orio al Serio non lo prenderemo mai e ora andremo anche lì a combatterlo», ha avvertito Massimo Legramandi (Ugl) mentre Liviano Zocchi ricordava che «noi siamo per il lavoro in qualsiasi forma, ma prima del lavoro vengono le regole, la sicurezza e la dignità».

Alpina non entrerà a Malpensa perché Sea, prospettando un decadimento degli standard di sicurezza e del livello dei servizi dovuto all’eccessivo numero di prestatori, ha presentato istanza già lo scorso dicembre per limitare i servizi di assistenza a terra sullo scalo a soli tre soggetti. Entro l’anno dunque ci sarà una gara che stabilirà le tre aziende che avranno il diritto di operare in aeroporto. In attesa della gara, Sea ha chiesto di congelare la situazione esistente vietando l’ingresso di nuovi competitor. Enac sembra sposare questo orientamento e ha spiegato che a giorni la direzione generale di Roma si esprimerà. In caso di accoglimento, non saranno rilasciate nuove certificazioni, né autorizzati subappalti.