SWM, test ride della gamma 2017

Altra Testata - 30/05/2017

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A Biandronno, in provincia di Varese, il gruppo di giornalisti presenti per il press test internazionale è folto, circa 150 persone. Si tratta di un rilancio in grande stile, che ha alcuni punti di contatto con quello in corso per un’altra storica realtà italiana, Benelli. In entrambi i casi si fondono lo stile e la storia di una azienda del Bel Paese ai capitali della potente Cina, sempre più al centro dell’economia globale. Non per nulla la location scelta per accogliere i colleghi provenienti da tutto il Mondo è di impatto, si tratta infatti del Centro Congressi Ville Ponti, a Varese, con un parco di 56.000 metri quadrati in stile inglese e l’elegantissima Villa Andrea a dominare il complesso.

SWM, per chi non la conoscesse, è una realtà che nasce dall’idea di due due appassionati, Fausto Vergani e Pietro Sironi, di competere con le migliori motociclette da fuoristrada dell’epoca. Ha avuto una storia piuttosto breve, dal 1971 al 1984, nel corso della quale le sue moto, rigorosamente a due tempi (Sachs e Rotax i motori usati più di frequente), hanno ottenuto alcuni importanti successi nelle competizioni, dalla Regolarità, al Cross ed anche nel Trial. SWM di può infatti ricordare soprattutto per essere stata la prima casa italiana a vincere un Campionato del Mondo di questa specialità nel 1981. Storicamente la sede era a Palazzolo Milanese, mentre le 3 lettere del marchio sono acronimo di Speedy Working Motors. Uno dei due soci fondatori, Pietro Sironi, provò a proseguire le attività, rinominandola SVM (Società Veicoli Milanese), ma senza avere grande successo e chiudendo definitivamente i battenti nel 1987. Il secondo tassello che porta ad oggi è più recente e legato ad un altro marchio, Husqvarna. Casa motociclistica svedese che, sembra un caso, proprio nello stesso anno in cui SWM cessava definitivamente le attività veniva acquisita dalla Cagiva, cosa che portò a spostare la produzione negli stabilimenti di Cassinetta di Biandronno. La storia recente è più recente è nota, con la parentesi sotto il Gruppo BMW dal 2007 al 2013 ed il successivo passaggio a KTM, che ha chiuso gli impianti italiani, lasciando senza un lavoro i circa 200 dipendenti, ma anche liberando la storica sede. Qui ci riagganciamo al rilancio di SWM, iniziato del 2014 ed in cui un ruolo centrale lo ha avuto Ampelio Macchi, ingegnere dal passato in Aprilia prima, ma poi proprio in Cagiva ed Husqvarna. Grazie a lui, che ha saputo arrivare all’accordo con il gruppo finanziario cinese Shineray, la SWM ha una seconda opportunità oggi.

Il rilancio punta su una gamma ampia fin da subito, sviluppata in tre anni e che va in entrambe le direzioni, quella di un passato legato alle competizioni, con modelli più vicini all’utilizzo in gara e fuoristradistico, come le RS nelle cilindrate 125, 300 e 500, o la SM (disponibile 125 o 500), ma anche quello più strettamente commerciale, con un occhio di riguardo ai mercati emergenti, oltre che a quelli storici come il nostro. Qui troviamo la Superdual, la Gran Milano, la Gran Turismo e la Silver Vase, modello che riprende il nome di una moto del 1976 tra le più famose della produzione di SWM.