Svizzera, chiesta la proroga della Lia

La Prealpina - 06/05/2016

Si è tenuto ad Ascona, vicino a Locarno, il “IX dialogo economico italo-svizzero“, un incontro interministeriale a cui per la prima volta era presente anche una delegazione della Regione Lombardia che, a margine del meeting, ha incontrato i rappresentanti dell’associazione Frontalieri Ticino. Un dialogo che, visto quanto sta succedendo negli ultimi anni, si è particolarmente inasprito soprattutto sulla questione dei frontalieri e degli artigiani.

L’incontro, promosso dal ministero dello Sviluppo economico, si è concentrato inizialmente sulla Legge imprese artigiane (Lia), che dovrebbe entrare in vigore dal primo agosto e che obbliga i piccoli artigiani italiani che vogliono lavorare in Canton Ticino a iscriversi all’albo delle imprese artigiane dello stesso Cantone a condizioni restrittive e onerose. I delegati della Regione hanno chiesto una proroga della Lia e ne chiederanno la revisione in un apposito tavolo presso la Regio insubrica.

L’attenzione si è poi spostata sul tema dei frontalieri, uno degli ambiti trattati dalla revisione dell’accordo fiscale tra Roma e Berna in vigore dagli anni Settanta. «Il nuovo accordo – spiegano i promotori dell’associazione Frontalieri Ticino – la cui firma è attesa nel mese di luglio e che entrerà in vigore nel 2018, penalizzerà fortemente i Comuni di frontiera ed i lavoratori frontalieri delle province di Como, Varese e Sondrio, andando ad interessare direttamente 60.000 famiglie e indirettamente 500.000 cittadini lombardi. Questa cifra si è ottenuta calcolando l’indotto, ossia le attività produttive che lavorano principalmente con clienti frontalieri. Se da una parte infatti non ci sarà più alcuna certezza sui ristorni ai Comuni di frontiera, che rappresentano entrate fondamentali per chiudere i propri bilanci, dall’altra i frontalieri vedranno fortemente aumentare la propria tassazione», anche se alcuni studi dicono l’esatto contrario. Chi avrà ragione? Si vedrà.

Nel frattempo quello di Ascona è stato il primo incontro interministeriale a cui è stata invitata anche la Regione Lombardia, che, pur estromessa fino a ora dalle trattative sull’accordo transfrontaliero, aveva già espresso atti di indirizzo in cui si chiedeva di tutelare i frontalieri e garantire i fondi necessari per i comuni di frontiera. In tal senso la Giunta regionale dovrebbe attivare a breve un gruppo di lavoro e confronto concentrandosi sulle problematiche della nuova tassazione e del trasferimento delle tasse dei frontalieri verso i Comuni di residenza, elemento quest’ultimo che incide sugli equilibri dell’economia transfrontaliera, stimata in circa 80 milioni di euro.