Sviluppo dell’aeroporto Comuni uniti e scontenti

La Prealpina - 02/05/2017

Nuovo Masterplan, il sentimento che anima, e stavolta persino unisce, il Cuv è un malcontento «diffuso e montante». Così il presidente di turno del consorzio dei nove Comuni dell’intorno aeroportuale, il sindaco cardanese Angelo Bellora, definisce lo stato d’animo dei sindaci di Malpensa in merito al piano industriale di Sea dei prossimi quindici anni. «La sensazione è di trovarci di fronte a un prendere o lasciare, e questo non va bene», dice l’esponente dem, rendendo noto al termine dell’incontro che si è svolto l’altra sera a porte chiuse di aver ottenuto il mandato da parte dei suoi otto colleghi per redigere un documento unitario che verrà spedito al presidente di Sea Pietro Modiano per far sentire la voce del territorio.

«Siamo consapevoli che Sea è un’azienda e come tale lavora per ottenere il massimo profitto, così come sappiamo bene che risponde al Comune di Milano, il socio di maggioranza. Ciononostante da parte mia e degli altri sindaci c’è delusione e agitazione, perché rabbia al momento non è ancora il termine più appropriato, nel constatare l’assoluta mancanza di un segnale chiaro a muoversi insieme al territorio. Non si tiene assolutamente conto di cosa succede fuori dall’aeroporto in termini di rumore, inquinamento atmosferico, viabilità, economia insediata».

Il Nuovo Masterplan, pronto dopo un anno e mezzo di dibattito per essere inviato al ministero dell’Ambiente per ottenere l’approvazione in Commissione Via (Valutazione d’impatto ambientale), contiene l’espansione del sedime aeroportuale di 60 ettari (il raddoppio circa dell’attuale Cargo city) e la rinuncia alla terza pista almeno fino al 2030.

Le previsioni di traffico prevedono invece un incremento dagli attuali 20 milioni di passeggeri a 32,5 nel 2030, mentre le merci passeranno da 500mila tonnellate lavorate a un milione. Ed è proprio l’esplosione del cargo uno degli aspetti che maggiormente spaventa i sindaci del territorio in termini di voli notturni, inquinamento acustico e atmosferico, traffico di mezzi pesanti su strada. «E’ ormai chiaro che Sea ha deciso di puntare in modo significativo su questo settore e ciò, inevitabilmente, porterà all’ennesima trasformazione del territorio», sottolinea Bellora. «Permettano dunque che siamo noi a governarla, anziché subirla».

I sindaci alzano la voce, dunque, rivendicando il proprio ruolo e la sovranità che appartiene alle istituzioni di cui loro sono i massimi rappresentanti locali. Le dichiarazioni pubbliche del presidente del Cuv, ammette lui stesso, sono moderate, ma a porte chiuse i toni sono stati molto più accesi. Oltretutto, sottolinea, la contrarietà al Nuovo Masterplan sembra aver ricompatto il Consorzio. Il documento unitario sarà la dimostrazione lampante dell’unita ritrovata tra i sindaci di centrodestra e di centrosinistra, tra i sindaci di stretto sedime e quelli più periferici, tra i sindaci dei Comuni a nord delle piste con quelli che invece si trovano a sud.

«Se vogliamo essere efficaci non devono esserci divisioni», conclude Bellora. Fu così anche sei anni fa, quando il Cuv si unì e riuscì a respingere la prima bozza del Masterplan. Ora le mire espansionistiche di Malpensa si sono decisamente ridimensionate rispetto al passato, ma il conflitto tra Malpensa e gli amministratori appare una storia destinata a ripetersi.