Suspiria ai Giardini Estensi

La Prealpina - 22/12/2016

Ultimo giorno di riprese ieri per il “Suspiria” di Luca Guadagninocon doppio set, per la prima volta nel centro della città nei rifugi antiaerei dei giardini Estensi usati dai varesini durante la Seconda guerra mondiale e al Campo dei Fiori. A girare nei rifugi Mia Goth al mattino e Dakota Johnson nel pomeriggio.

La troupe aveva circondato con transenne e plastica arancio bucherellata la torretta in mattoni rossi all’uscita dei rifugi nello spiazzo in cima ai giardini a fianco di villa Mirabello, in mezzo alle rotaie del trenino. Erano stati montati due tendoni in plastica per riparare le riprese da occhi indiscreti, in linea con la totale segretezza che ha sempre avuto il set, blindatissimo su richiesta dei produttori di Amazon. Chi aveva accesso doveva firmare una liberatoria impegnandosi a non divulgare nessuna notizia circa il film fino all’uscita in sala ed era proibito qualsiasi tipo di ripresa.

Il quartier generale di Frenesy in città era nell’edificio del comune in via Lonati dove hanno sede Varesevive e i Monelli della Motta, all’interno era stata allestita la mensa dove Mia Goth ha pranzato insieme al resto della troupe mentre Dakota è arrivata nel pomeriggio. Ad assistere le riprese due membri del Gruppo Speleologico Prealpino che gestisce le visite guidate sotto i giardini Estensi, il presidente Guglielmo Ronaghi eClaudia Crema di Gallarate.

«Siamo presenti per vedere che tutto si svolga regolarmente senza apportare modifiche al rifugio – racconta il presidente Ronaghi -. La produzione ha allestito un set all’interno del rifugio per girare alcune scene, al mattino vicino alla torretta e nel pomeriggio nella galleria principale. La scorsa primavera alcuni delegati di Frenesy ci avevano chiesto di visionare i rifugi perché erano una possibile location per Suspiria. Hanno constatato che erano adatti per girare alcune scene. Alcune zone del rifugio sono state scelte dopo vari sopralluoghi dal regista Luca Guadagnino perché secondo lui sono ideali per il suo film. L’ho sempre accompagnato io, il Gruppo Speleologico Prealpino collabora con il comune di Varese e ho io le chiavi dei rifugi. Sono stato io a indicare ai delegati di Frenesy l’albergo del Campo dei Fiori: cercavano un edificio con ambienti sotterranei e scantinati molto grandi. Il rifugio viene visitato dal pubblico alcune volte ogni anno in date prefissate, tra cui il 25 aprile. Nel 2016 lo hanno visitato più di 6mila persone. La gente viene volentieri perché è una realtà di Varese del secondo conflitto mondiale conosciuta da tutti i varesini. Organizziamo anche visite guidate, gite e promuoviamo la ricerca, l’esplorazione e lo studio delle cavità naturali presenti sui monti della Valceresio, sul monte Campo dei Fiori e presso altre importanti aree carsiche del Varesotto».