Suspiria 2, Varese da paura

La Prealpina - 28/09/2016

Primo ciak il 23 ottobre. Suspiria 2 è già realtà. Lo dimostrano i lavori in corso al Campo dei Fiori per trasformare il Grand Hotel nella scuola berlinese degli orrori in cui sarà ambientato il remake della poco rassicurante ma fortunata pellicola girata da Dario Argento nel 1977. A rispolverare le vecchie paure ci penserà Luca Guadagnino, regista palermitano che ha già dimostrato, in particolare in Io sono l’amore, di avere fatto propria la lezione dei Maestri, soprattutto del grandeLuchino Visconti al quale lo legano il senso dell’estetica e la cura dei particolari. Decisamente un buon biglietto da visita in grado di relegare in soffitta le polemiche nate per il fatto che l’autore di Profondo rosso non sia stato avvertito del progetto; come in occasione del suo ultimo lungometraggio uscito nelle sale, A Bigger Splash, remake de La piscina, Guadagnino rivendica il diritto al libero arbitrio, all’autonomia. Sarà dunque altra cosa rispetto all’originale.

Quanto diverso lo si scoprirà poi. Di certo c’è che il cast tecnico è già sul posto, in piena attività, mentre attori e attrici sono attesi a Varese nei prossimi giorni, probabilmente nel weekend. La loro presenza non passerà inosservata visto che tra le interpreti figurano Tilda Swinton (vincitrice dell’Oscar nel 2008 per Michael Clayton e attrice feticcio del regista di Melissa P.) e Dakota Johnson (stella di Cinquanta sfumature di grigio e modella). Difficile che nell’arco dei due-tre mesi previsti per le riprese non appaiano mai in città, riuscendo a limitare i loro spostamenti al trasferimento quotidiano dal set – appunto il Campo de Fiori – e la loro “casa” varesina: il Palace. Già, perché quartiere generale sarà il Grand Hotel in via Manara, come avvenne nella seconda metà degli anni Ottanta per Un amore di donna di Nelo Risi, Come è dura l’avventura di Flavio Mogherini – padre di Federica, già ministro e attuale Alto rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri e per la politica della sicurezza – e La grande cabriole di Nina Companeez, trilogia successivamente impreziosita da Svitati di Ezio Greggio.

Bel colpo per l’ex vicesindaco Mauro Morello, amministratore della società che con il gruppo Alton ha acquistato all’asta, dopo il fallimento Castiglioni, entrambi gli Hotel firmati da Giuseppe Sommaruga. Gioielli di un liberty tornato prepotentemente di moda da queste parti per il mondo del cinema; giusto un mese fa Viola Folador per il suo cortometraggio L’ansia del giallo, con Giancarlo Ratti, Valeria Colombo e Antonella Visconti, ha scelto le suggestioni notturne della stazione di Ghirla, sempre opera del Sommaruga.

Se in riva al lago eravamo dalle parti del low budget, nel caso del nuovo Suspiria le cose stanno in modo diverso. Perché la “First Sun” di Guadagnino può contare su alleanze con società americane in grado di dare all’operazione un respiro hollywoodiano. Al centro della vicenda, come noto ai tanti fan di Dario Argento e del genere horror, un’Accademia di danza che per una giovane e brillante studentessa si trasforma in incubo infernale. Destinato a diventare reale in quel Grand Hotel del Campo dei Fiori da tempo lontano dai fasti di inizio Novecento. Decaduto, decadente e spettrale. Come intuito dagli alpini che in una delle loro, sempre affollatissime, feste di Ferragosto, proiettarono in notturna Shining. Come dire, all’inizio fu un triciclo.