Summer Festival, inizia la battaglia

La Prealpina - 21/07/2017

Una perizia corredata da numerose foto, con la quale gli organizzatori della società Mec vogliono dimostrare che la responsabilità della chiusura anticipata del Summer Festival non sta nelle loro incapacità gestionali e promozionali ma nel cattivo lavoro svolto da chi ha piazzato le pedane e curato l’impianto elettrico. «Avevamo un accordo con quindici scuole di ballo – spiega l’amministratore della società Luca Pagano – che hanno disdetto tutte le prenotazioni appena hanno visto le condizioni delle pedane». Così come «abbiamo dovuto cancellare alcuni eventi a causa dell’impianto elettrico che continuava a saltare». Disagio che ha provocato anche lo spegnimento dei frigoriferi con tutte le conseguenze del caso.

Insomma, cala il sipario sul Summer Festival e comincia la prevedibile battaglia legale. Da una parte gli organizzatori contro le imprese che si sono occupate dei lavori all’interno dell’area di viale Danimarca. Dall’altra gli standisti e tutti coloro che, a un certo punto, sono rimasti senza garanzie e senza posto di lavoro. Anche se «ci hanno pagato solo l’adesione iniziale poi niente alla fine di giugno». Con il Comune, invece, la società Mec dice di aver mantenuto fino a questo punto i patti avendo versato i 22mila euro iniziali e 4.500 alla fine del mese di giugno. Mancano i soldi coperti dalla fidejussione, dei quali si parlerà oggi in un incontro con il sindaco Andrea Cassani e l’assessore Claudia Mazzetti.

Umore nero, quindi. Ma zero voglia di abbassare la guardia. «Lancio un appello a tutti coloro che ci hanno seguito fino a questo momento – dice Luca Pagano – andate al Latinfiexpo di Busto Arsizio. Per tanti anni ho lavorato insieme a Felice Di Meo (organizzatore della manifestazione a Malpensafiere, ndr). È da lui che potete proseguire la festa». Segnale importante quello che arriva dal Summer Festival, a un certo punto indicato come concorrenziale al Latin. «Ma noi avevamo un programma diverso», specifica Pagano. Con lui ci sono il direttore artistico Giovanni Vicenzino e il suo braccio destro Francesco Leo. «Non è vero che non abbiamo investito in pubblicità – spiega Vicenzino – io appena sono entrato ho subito investito 40mila euro in pubblicità. Ce l’abbiamo messa tutta, nella giornata di ieri ho ricevuto tante telefonate di solidarietà». Non è mancato neppure il baciamano di Silvio, il clochard che aveva trovato lavoro come parcheggiatore al Festival, insieme ad altri cinque disoccupati. «Per loro – dice Vicenzino – ho già trovato un nuovo impiego nella villa di Samarate. Sui temi sociali non ci tiriamo indietro».