Sul treno che arriva al T2 sale il sovraffollamento

Bello e apprezzato il servizio ferroviario che da qualche mese – per l’esattezza dall’inizio di dicembre – collega i due Terminal dell’aeroporto della Malpensa e consente quindi di unire lo scalo nel proprio insieme a Milano. Servizio utile appunto a chi deve imbarcarsi, oppure a chi atterra, evitando spese eccessive o complicate soluzioni per partire o raggiungere destinazione.

Tuttavia, a un’ottantina di giorni dal varo della proposta, adesso si fanno i conti con le conseguenze che la novità ha portato nella vita dei pendolari. Un problema che si può riassumere in una sola parola: sovraffollamento.

«Da quando hanno allungato la corsa fino al T2 – spiega chi viaggia quotidianamente sulla tratta – i sedili sulle carrozze vanno subito tutti esauriti. In pratica, facilitando l’utilizzo dei treni ma senza provvedere a un potenziamento delle carrozze, l’aumentato numero di persone che scelgono la soluzione ha riempito come un uovo le attuali corse».

Busto Arsizio, in particolare, vive ogni mattina la corsa al posto libero. Sono sempre pochissimi quelli a disposizione dopo il carico di passeggeri nei due Terminal della Malpensa. E le persone non possono far altro che disputarseli fra spintoni e posizionamenti strategici sulla banchina, sperando di riuscire a cogliere l’attimo. Qualcuno ce la fa, gli altri non possono far altro che rimanere in piedi, oltretutto su carrozze che sono giustamente ingombrate anche dalle valigie di chi è appena sceso dalla scaletta aerea e si dirige verso il centro di Milano, nella fattispecie la stazione di Cadorna.

Inutile dire che a Saronno il tentativo non si fa neanche più, per non parlare di Milano Bovisa, visto che non c’è speranza di sedersi. A quel punto, infatti, il problema è semmai farsi largo per riuscire perlomeno a salire sul treno e poter arrivare in orario a scuola e al lavoro.

Chiaramente la stessa situazione si registra in senso opposto negli orari in cui i pendolari rientrano a casa e altri si dirigono verso l’aereo prenotato. Insomma, su convogli troppo corti non c’è posto per tutti, men che meno per stare comodi. «Il tutto – precisano i viaggiatori – sempre ricordando che si tratta del Malpensa Express che, oltre ad essere il treno che fa da biglietto da visita per chi arriva in Italia, offre solo servizio di prima classe, che viene profumatamente pagato». Una spesa, insomma, che in certi orari si scontra con un servizio non all’altezza.

In questo modo, dopo i sacrifici del periodo Expo per la soppressione di alcune fermate in favore dei collegamenti con la fiera di Rho-Pero, anche adesso che il numero di corse è tornato nella norma i problemi affiorano ugualmente. Ancora una volta evidenziando la difficile convivenza tra le necessità dei pendolari e quelle di chi utilizza Malpensa. Ciascuno con le proprie legittime necessità, tutti ugualmente contrariati.

Si dice che la soluzione si avrà quando i binari proseguiranno la loro corsa dal T2 fino a Gallarate, in pratica creando uno sbocco che scarichi anche sulle linee Fs le opportunità di raggiungere l’aeroporto. Ma, se tutto va bene, se ne parlerà nel 2023. Oggi, forse, basterebbe attaccare qualche carrozza in più ai treni.