Sul pubblico impiego cala la maxi riforma del ministro Madia

La Prealpina - 09/02/2017

 

La riforma del pubblico impiego targata Madia, cuore della delega per la riorganizzazione della P.a, non è più un oggetto misterioso. Ecco, nero su bianco, l’assetto portante del provvedimento, anche se c’è tempo per piccoli aggiustamenti alla bozza prima della presentazione del testo definitivo in Consiglio dei ministri, prevista per la prossima settimana.

– Chiamate in base a fabbisogni, tetto 20% idonei. Si passerà da un’impostazione rigida delle assunzioni, basata su piante organiche, a un modello che guarda alle esigenze concrete. Si prevedono piani triennali dei fabbisogni e linee guida del ministero per pescare figure strategiche e innovative. Cambiano i concorsi, nelle prove ci sarà l’inglese e le graduatorie non potranno contare più infiniti idonei (tetto al 20% dei posti).

– Piano straordinario per precari storici. Una roadmap, che si snoderà tra il 2018 e il 2020, per assorbire tutti i dipendenti da anni a servizio della P.a, anche se con contratti a tempo. Per loro un doppio canale: chi è entrato per concorso potrà essere assunto direttamente, mentre chi non è passato per una selezione sarà tutelato con una riserva nelle future prove. Parallelamente però ci sarà una stretta sulle collaborazioni.

– Basta con il 6 politico, spazio alla meritocrazia. I contratti dovranno garantire una differenziazione dei giudizi, per mettere fine a una distribuzione a pioggia dei premi. Saltano i vincoli della legge Brunetta, ma resta il principio per cui non tutti possono uscire con lo stesso voto.

– Sulle pagelle voce ai cittadini. Il meccanismo di valutazione viene rivisto e il pilastro coinciderà con gli Organismi indipendenti di valutazione, le sentinelle chiamate a vigilare sulle performance. Già oggi ci sono ma ora cambiano veste: più poteri, professionalità e indipendenza. Ci sarà poi un filo diretto tra loro e i cittadini, che entrano a far parte a pieno titolo del sistema di misurazione.

– Sanzioni per furbetti del weekend lungo. È affidata ai contratti la formula per colpire chi marina puntualmente il lunedì e il venerdì, o i casi di assenze collettive in periodi sensibili, date da bollino rosso (dal G7 a quando scattano le iscrizioni alle scuole o è tempo di 730 all’Agenzia delle Entrate).

– Visite fiscali a Inps, controlli a ripetizione. La competenza sugli accertamenti passa dalle Asl ai medici dell’Istituto di previdenza, con la creazione di un polo unico della medicina fiscale per pubblico e privato. Grazie a un sistema informatico avanzato le visite saranno mirate. Decreti attuatativi garantiranno un’armonizzazione delle fasce orarie di reperibilità e criteri per una “cadenza sistematica e ripetitiva.” Saranno garantite le incompatibilità (tra controllore e controllato).

– Chiarezza su licenziamenti, ma salvo articolo 18. Sarà fatta chiarezza normativa sui casi di licenziamento, dallo scarso rendimento alla cronica condotta illecita, qualora ci sia profilo penale. Per gli statali resta intatto l’articolo 18, con reintegra e risarcimento nei casi di ingiusta espulsione. Ma vizi formali, cavilli giuridici, non potranno fermare l’azione disciplinare.