Stranieri al lavoro in ItaliaPronte le nuove regole

Risparmiare sulla manodopera italiana, impiegando un rumeno e utilizzando il sistema del distacco transnazionale? Non si può più, perché i lavoratori stranieri distaccati dovranno operare sotto il regime di contratto dei colleghi indigeni. Le nuove regole su questa particolare forma di prestazione che riguardava soprattutto il settore dell’autotrasporto e della manodopera sono state spiegate ieri nella Camera di commercio di Varese, dove si è ospitato il seminario “Il distacco transnazionale di lavoratori: opportunità e limiti”. All’incontro erano presenti circa una cinquantina di operatori del settore, che hanno potuto aggiornarsi ascoltando soprattutto la relazione di Marco Bellumore, responsabile dell’area vigilanza dell’Ispettorato territoriale del lavoro di Varese: «Il legislatore – ha affermato l’ispettore – ha voluto rafforzare gli strumenti per contrastare il dumping sociale dovuto al distacco transnazionale. Finora, infatti, la libera circolazione delle persone e delle imprese all’interno dell’Unione europea aveva causato l’utilizzo di lavoratori stranieri secondo il loro sistema di sicurezza sociale, decisamente meno caro del nostro e che, quindi, faceva gola agli imprenditori». Ora le norme sono cambiate: «Adesso – ha aggiunto Bellumore – ci sarà parità di trattamento economico coi lavoratori italiani e gli organi di ispezione avranno strumenti migliori per poter conoscere eventuali abusi. Ad esempio l’azienda dovrà comunicare 24 ore prima i dati dei lavoratori distaccati e bisognerà indicare un referente che parli italiano sia per i sindacati che per l’Ispettorato. Inoltre tutta la documentazione prodotta dovrà essere in lingua italiana. Insomma, potremo monitorare meglio la situazione». Certo, magari gli imprenditori dovranno aprire un po’ di più il portafogli, ma i lavoratori italiani, sulla carta, se la giocheranno per lo meno alla pari coi colleghi esteri: «La Camera di commercio – ha affermato il segretario Mauro Temperelli (nella foto Blitz)– si conferma la sede più adatta per mettere in contatto la pubblica amministrazione e le imprese, soprattutto in materie delicate come questa, che necessitano informazione e prevenzione». Insomma «vogliamo collaborare – ha puntualizzato Giacomo Mazzarino, dirigente camerale – per dare a imprese e associazioni gli strumenti giusti per affrontare le novità normative».

Nicola Antonello