Strade azzurre nel Varesotto

La Prealpina - 11/10/2016

Le Strade Bianche hanno “rubato la scena” alla Tre Valli, anticipando la Società ciclistica Alfredo Binda nel percorso per l’ammissione nell’olimpo dell’Uci World Tour. Ma la gara toscana della Rcs non potrà mai soffiare al Varesotto il fascino delle “strade azzurre”.

Azzurre come la Nazionale che ieri, proprio dalla contea dei laghi e della brughiera, ha spiccato il volo verso il Qatar, per quel Mondiale in mezzo al deserto che profuma di petroldollari ma puzza pure di sfregio ai luoghi storici del ciclismo.

Varese, comunque, si consola con la benevola e graditissima “minaccia” di Davide Cassani: «Se domenica a Doha dovesse andare bene, dovrete sopportarci anche in futuro».

Questione di scongiuri, di cabala, di amuleti, ma pure di feeling. Con una città, una provincia, un territorio che ha da sempre il ciclismo nel Dna. E che ha ospitato l’ultimo ritiro della Nazionale in partenza verso il Golfo Persico.

Il legame è solido, per inequivocabili ragioni storiche. Ed a ricordarlo è proprio il c.t. azzurro auspicando un successo nella corsa iridata di domenica: «In fondo, l’ultimo italiano a vincere un Mondiale è stato Ballan, nel 2008. Chissà che l’aria di Varese non porti bene…».

Di sicuro la mattinata di ieri ha donato un po’ di entusiasmo al gruppo azzurro che ha spezzato l’allenamento ai piedi del Sacro Monte fermandosi a raccogliere applausi alla filiale di via Veratti della BCC di Busto Garolfo e Buguggiate. È stato lo stesso commissario tecnico a presentare i suoi corridori nel corso dell’incontro organizzato dalla Varese Sport Commission e dalla Sc Binda con il sostegno pure dell’Openjobmetis. C’erano alcuni dei giovani che in Qatar affronteranno la prova degli Under 23, ma c’erano anche uomini noti come Pozzato e Bennati, e soprattutto Colbrelli e Nizzolo, recenti vincitori, rispettivamente, della Tre Valli e della Coppa Bernocchi. E proprio il protagonista assoluto della classica dell’Us Legnanese sarà una delle punte azzurre nella prova iridata di domenica (250 km con una temperatura torrida di almeno 33°-34°) assieme ad Elia Viviani, oro su pista alle Olimpiadi di Rio.

A far da guida al team azzurro sulle “strade azzurre” due assi – di ieri e di oggi – del Varesotto che pedala: il cassanese Ivan Basso (definito “riserva in patria” dal c.t.) e il carnaghese Eugenio Alafaci. Il primo con la divisa della Nazionale, il secondo con quella della sua Trek.

Ma Cassani ha insistito nel voler ringraziare soprattutto Renzo Oldani per la sua costante disponibilità. E il presidente della Binda ha rimarcato i meriti di un territorio che per il ciclismo è «di livello mondiale e che in occasione della Tre Valli è stato ammirato in diretta dai telespettatori di 65 Paesi».

Così, accanto a Roberto Scazzosi, presidente della BCC, Giuseppe Albertini, presidente della Camera di Commercio, e Alberto Tognola, consigliere delegato alla Cultura della Provincia di Varese, è stato il sindaco Davide Galimberti a rilanciare la “città giardino” come terra di sport e turismo: «E se si concretizzasse la profezia di Cassani, sarebbe un bel marchio».

Antonio Triveri