Stop alle cooperative in rampa«Ottimo il ricorso al Tar di Sea»

La Prealpina - 19/07/2017

«Basta con le cooperative a Malpensa». Cub Trasporti plaude all’iniziativa di Sea che ha deciso di ricorrere al Tar della Lombardia per ottenere l’annullamento dell’autorizzazione al subappalto di Ags nei confronti di Alpina. È da dicembre 2015, con l’arrivo di Ryanair a Malpensa, che i sindacati stanno cercando di impedire l’entrata sul piazzale di Malpensa alla cooperativa Alpina. Per quasi due anni, con iniziative di lotta (nella foto Archivio) e cause giudiziarie, la cooperativa è rimasta fuori dal piazzale. Ma ora è partito l’ultimo attacco.

«A fine luglio, applicando le norme Enac che prevedono nessuna autorizzazione in caso di subappalto del lavoro, Alpina si appresta a operare a Malpensa», spiega la Cub. «Siamo quindi al ridicolo se non alla beffa. Da mesi chiediamo a Enac di verificare le norme sul subappalto delle cooperative del cargo, che prevedono il subappalto di un massimo del 30 per cento del fatturato, mentre ora con una norma, senza nessuna logica sia di sicurezza aeroportuale sia in materia di concorrenza, si permette di subappaltare il lavoro alle cooperative senza nessuna autorizzazione».

I danni, secondo la sigla di base, sarebbero irreversibili. Con il subappalto Ags infatti trasformerebbe i rapporti di lavoro dei lavoratori operai, applicando il contratto del trasporto merci e logistica anziché quello del trasporto aereo sezione handling. Le condizioni lavorative peggiorerebbero in sei ambiti: deroghe, inquadramento, maggiorazione notturna, indennità, malattia, clausola sociale, turni e programmazione ferie, fondo volo.

«Si vuole destabilizzare ulteriormente il salario dei lavoratori per fare più profitti», dice il sindacato, prevedendo una inevitabile reazione a catena. «Una volta iniziato il lavoro con Ags, Alpina sarà utilizzata anche dagli altri e inevitabilmente tutte le società di handling avranno la scusa per proporre misure restrittive dei salari». È ciò che già avviene al cargo, un sistema che le sigle di base stanno tentando da anni di scardinare. Evitare che si espanda ora al settore passeggeri è l’obiettivo minimo.