Stop alla vendita, la Camera di commercio rilancia “Torino Incontra”

Altra Testata - 22/03/2017

 

Alla fine sarà la stessa Camera di commercio del capoluogo a rilanciare il suo Centro congressi “Torino Incontra”. Un anno fa l’ente camerale, proprietario della struttura, aveva lanciato un bando per affidare la gestione all’esterno, anche sulla spinta dei pesanti tagli imposti dal Governo. La gara, però, andò deserta e ora la Camera di commercio ha deciso di fare tutto da sola.
Ai tempi promise un canone d’affitto calmierato (abbuonando pure il primo anno di canone) a chi si fosse fatto carico di gestire la struttura per convegni di via Nino Costa, in cambio di alcuni lavori di ristrutturazione. Tre realtà si erano dette interessate all’operazione, ma alla fine non se ne fece nulla. Nel frattempo, però, i tagli “romani” sono stati in parte mitigati, i conti della Camera di commercio hanno avuto un po’ più di respiro e in più lo stesso settore del turismo “business” ha dato segnali di vita. Tutto questo ha suggerito all’ente di andare avanti da solo. La Camera di commercio, dunque, accenderà un mutuo e farà partire alcuni valori di restyling che renderanno un po’ più attuali gli spazi di via Nino Costa.
Il timore di tagli pesanti aveva anche bloccato il rilancio della Borsa Valori, lo storico luogo dove un tempo si svolgevano le contrattazioni, caduto in disgrazia da anni e al quale da anni l’ente tenta di dare una nuova vita. La scorsa estate la Camera di commercio ha trovato un accordo con la Regione, con la quale ha concordato di realizzare uno studio di fattibilità per capire se è possibile trasformarlo in un “centro espositivo, didattico, di comunicazione e formazione alla cultura dei vini del territorio piemontese”, come recita la delibera approvata dalla Giunta regionale ad agosto. L’esito dello studio di fattibilità dovrebbe arrivare tra fine aprile e inizio maggio e, se sarà positivo, si potrà passare alla fase operativa. L’idea è di ospitare a rotazione osterie e produttori vinicoli, con aule per la formazione e per gli incontri, più una zona dedicata ad uffici.
Un po’ alla volta, dunque, le grane della Camera di commercio di Torino si stanno risolvendo. Un’altra matassa da sbrogliare è il Laboratorio Chimico, che come

“Torino incontra” è una “azienda speciale” dell’ente: qui i dipendenti stanno lavorando a rotazione, attraverso una sorta di contratto di solidarietà. Insomma, la situazione è in “stand by”, ma almeno non peggiora. Un po’ come accade pure a Unioncamere Piemonte, l’associazione degli enti camerali presenti in regione, che a cascata è stata a sua volta messa alla prova dai tagli imposti dal governo.