Stop al caporalato e agli abusi da voucher La battaglia di Rasizza arriva in Senato

Stop al capolarato e agli abusi dei voucher; la battaglia di Assosomm, l’associazione di categoria delle agenzie per il lavoro presieduta dal varesino Rosario Rasizza, amministratore delegato di Openjobmetis, è arrivata fino in Senato. Le misure proposte da Assosomm, per contrastare la piaga del caporalato, sono state illustrate nell’audizione in commissione Agricoltura di Palazzo Madama, che si è svolta martedì. «La filiera del lavoro nero» «Il caporalato non è morto, anzi ha creato una vera e propria filiera che va dal lavoro nero alle abitazioni, dai trasporti alla salute e non solo in agricoltura – ha affermato Rasizza in audizione – per questo vediamo positivamente i disegni di legge 2217 e 2119 che sono in Parlamento, per contrastare il lavoro nero, lo sfruttamento delle persone e il caporalato». Serve una regolamentazione più rigida e la somministrazione può avere un ruolo di facilitatore della legalità; è necessaria una campagna culturale di forte sensibilizzazione sulla necessità di contrastare questi fenomeni distorsivi del mercato. Il caporalato non coinvolge solo il settore primario, ma anche il terziario, interessando anche la grande distribuzione; la proposta di Assosomm che fa parte della Rete di Qualità proposta dal ministero, è chiara. «Nella Rete bisognerebbe far partecipare anche le imprese della distribuzione e uno dei punti d’arrivo ottimale è l’approdo al Bollino di Garanzia, che assicura conformità del prodotto, venduto ai sensi delle norme di sicurezza e che difende anche il made in Italy» sottolinea Rasizza. Oltre alla agenzie per il lavoro, anche gli enti bilaterali dovrebbero fare parte della Rete; se paradossalmente, il caporale è un “somministratore” di lavoro, per quanto illegale, allora è necessario che siano le agenzie autorizzate a scendere in campo. Un ambito su cui l’attenzione deve essere massima è anche quello del lavoro svolto sotto forma cooperativistica, senza dimenticare la questione degli appalti e quella dei voucher, diventati purtroppo strumenti principe di abusi, dove spesso si nasconde la criminalità. Parola d’ordine: identificare «Riflessione a parte merita la questione del trasporto delle persone – spiega il presidente di Assosomm – suggeriamo di istituire un registro dei trasportatori e che il mezzo di trasporto sia dotato di un’apparecchiatura in grado di registrare l’intera tratta da inizio a fine e permettere l’identificazione dei lavoratori mediante tessera sanitaria; questo sistema di tracciabilità consentirebbe alle agenzie per il lavoro di avere la certezza di una corretta rilevazione delle ore effettivamente prestate e l’elaborazione di una corretta busta paga». Assosomm chiede un potenziamento delle attività di controllo, soprattutto in agricoltura, con l’utilizzo della tecnologia, compresi i droni; garanti della legalità a scapito del caporalato, potrebbero essere le agenzie. Buoni non così… buoni Un altro fenomeno da monitorare è quello dell’abuso dei voucher, strumento che ha conosciuto un vero e proprio boom. «Ad aggravare le irregolarità – conclude Rasizza – hanno contribuito anche le modifiche che la legge ha attuato nel tempo allargano i buoni lavoro indiscriminatamente; ora bisogna dare l’alt, punire i responsabili e ripartire da zero».