«Stoccare solo le scorie di Ispra»

La Prealpina - 20/06/2017

«Al Governo presenterò un’interrogazione per avere precise rassicurazioni che nel deposito di Ispra non vengano in futuro stoccate, neanche temporaneamente, scorie nucleari provenienti dall’estero». Il deputato del Pd, Angelo Senaldi, ieri si è recato in visita al Jrc di Ispra, incontrandosi con i dirigenti del centro, insieme con i sindaci di Angera, Alessandro Paladini Molgora, e di Ispra, Melissa De Santis. Senaldi, che fa parte della Commissione Attività Produttive ed Energia della Camera, voleva rendersi conto di persona della situazione, dopo le preoccupazioni emerse in questi giorni alla notizia che i rifiuti radioattivi già presenti nel centro, e frutto dell’attività dei due reattori che iniziarono a funzionare nel 1956, verranno stoccati nel nuovo deposito, la cosiddetta “Area 41”. In sostanza l’extraterritorialità di Ispra, spiega Senaldi, non le consente comunque di non sottostare alla legislazione italiana sul nucleare, e quindi ai rapporti che l’Italia intrattiene poi con altri Stati. In altre parole, le decisioni vengono prese, per Ispra, a livello di Governo.

«Il capannone che abbiamo visitato ieri insieme con i sindaci – riprende Senaldi – ha le dimensioni necessarie per stoccare esattamente tutto quanto proviene dallo smantellamento dei due reattori che erano in attività a Ispra, e cioè i rifiuti radioattivi prodotti dal 1956, da quando ha iniziato a funzionare il centro. E questo materiale, più i pezzi dei due reattori che ancora producono emissioni, dovranno essere stivati in contenitori speciali in cemento. Ci hanno spiegato in definitiva che questo è un innalzamento del livello di sicurezza rispetto all’attuale, per la popolazione, anche perché poi saranno mantenuti all’interno dell’area 41 in attesa che venga aperto il deposito nazionale per tale tipo di scorie». Deposito per costruire il quale, secondo Senaldi, non occorreranno meno di 10 – 12 anni, visto che è ancora da individuare il luogo idoneo in cui realizzarlo. Potrebbe essere a Ispra? «Anche per escludere questo punto ho preparato l’interrogazione: vogliamo avere la sicurezza che a Ispra non arrivi niente da fuori, e che mai diventi un sito per accogliere le scorie di altri centri nazionali ed europei», dice il parlamentare Pd.

E’ un punto, quest’ultimo, che preoccupa non poco le popolazioni della zona. E non da oggi.

Lo si è visto non appena si è cominciato a parlare di area 41 e di stoccaggio, 10 giorni fa in occasione della presentazione della mostra con vari artisti organizzata per fine settembre proprio in quel sito.

«Ricordiamo che niente è breve, quando si parla di nucleare e scorie radioattive – riprende il deputato – Anche lo smantellamento dei reattori richiede non meno di una decina d’anni: un processo lungo, ma con maggior sicurezza rispetto al passato».

Sempre Senaldi ribadisce l’importanza dello stoccaggio dei contenitori in cemento con le scorie e i pezzi del reattore nel grande capannone, ritenuto luogo dotato di particolare sicurezza anche in caso di calamità naturali.

Pensando alla necessità di informare la popolazione, sono stati i sindaci a chiedere al Jrc incontri pubblici per spiegare ogni dettaglio e fugare ogni tipo di preoccupazione. «E’ vero, abbiamo avuto indicazioni precise sul fatto che metteranno in sicurezza il vecchio deposito – dice infatti Alessandro Paladini Molgora, il primo cittadino di Angera – Ma io chiedo ai parlamentari del nostro territorio che si facciano portavoce presso il Governo del fatto che venga escluso chiaramente il deposito delle scorie di altri centri nucleari. E’ un punto sul quale non si può assolutamente transigere, per noi».