Stipendi, Varese ricca Solo Bolzano la batte

La Prealpina - 02/05/2017

Bolzano provincia ideale per chance di lavoro e peso della busta paga: è nel capoluogo del Trentino Alto Adige, infatti, che il tasso d’occupazione sfiora il 73% e che la retribuzione media si scopre esser la migliore d’Italia (1.476 euro). Al contrario, in fondo allo Stivale, a Reggio Calabria, meno di 4 persone su 10 risultano impiegate, mentre spetta ad Ascoli Piceno la maglia nera degli stipendi che, mediamente, si fermano a 925 euro. A tracciare la road map del mercato del lavoro nel nostro Paese è lo studio realizzato dall’Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro, presentato nella giornata conclusiva del IX congresso della categoria. Il dossier conferma lo stato di salute decisamente più confortante delle aree del Settentrione, a scapito del Mezzogiorno. E Varese gioca la sua parte da protagonista, proprio nei posti alti della classifica. Sua è la medaglia d’argento sul fronte della ricchezza in busta paga. Secondo l’osservatorio, lo stipendio medio in provincia è di 1471 euro, che consente al Varesotto di collocarsi comodamente al secondo posto della classifica. Guadagna bene anche chi lavora nella provincia di Verbania-Cusio.Ossola: riesce a portare a casa ogni mese una media di 143 euro. Una cifra che si piazza al quarto posto.

:Diverse le posizioni sul fronte dell’occupazione. Dopo Bolzano, dal secondo posto in giù si collocano le province nelle quali sono occupati più di due terzi della popolazione in età lavorativa ovvero, nell’ordine, Bologna (71,8%), Belluno e Modena (68,8%), Parma (68,7), Milano (68,4%), Lecco e Forlì-Cesena (68,3%), Reggio nell’Emilia (68,2%), Siena (67,9%), Cuneo e Pordenone (67,7), Firenze e Pisa (67,5%), Arezzo (67,4%) e Lodi (67%). Molto distanziata Roma (al numero 57 della classifica), allarmante la condizione lavorativa del capoluogo calabrese (soltanto il 37,1% di persone in attività) e di altri grandi centri del Sud come Palermo (37,4%), Caserta (38%), Napoli (38,6%), Crotone (38,7%), Agrigento (39,1%), Vibo Valentia (39,4%), Catania (39,6%) e Trapani (39,8%).

Analizzando, poi, il cosiddetto gender gap (il divario di genere), il report accende i riflettori sul tasso d’occupazione femminile più cospicuo nella provincia di Bologna, dove due terzi delle donne hanno un posto (66,5%), al contrario a Barletta-Andria-Trani le occasioni lavorative rosa sono scarse, giacché a svolgere mansioni fuori casa è meno di un quarto delle abitanti della provincia pugliese (24,1%); percentuali d’occupazione di donne superiori al 63% si registrano anche in altre 3 province, ossia a Bolzano (66,4%), Arezzo (64,4%) e Forlì-Cesena (63,3%).