Stipendi ricchi e costi bassi. La concorrenza svizzera spaventa le Pmi del Nord

La Prealpina -

luino Quando la Svizzera si trova a pochi passi, difendersi diventa quasi impossibile. Lo sanno bene le aziende del Luinese, che da sempre devono far fronte a una doppia concorrenza oltrefrontiera: stipendi alti e basso costo del denaro. E allora come rilanciare la produzione e il territorio? Se ne è parlato martedì scorso alla tavola rotonda fra 16 aziende locali per affrontare, con la collaborazione di Confartigianato Imprese Varese, tre temi bollenti per il comparto: la logistica, il “dumping salariale” del Ticino e il passaggio generazionale. Il prossimo passo sarà un documento condiviso da consegnare a sindaci, Regione e Governo.

L’obiettivo? Difendere un’area a fortissimo rischio di desertificazione produttiva, incrementare l’occupazione e agevolare l’inserimento nelle aziende di giovani. Tutti temi caldissimi su cui le imprese del Luinese e della Valcuvia si sono confrontate martedì sera nella sede della Ratti Luino Srl di Cassano Valcuvia insieme al presidente di Confartigianato Imprese, Davide Galli e al direttore generale, Mauro Colombo.

Tre i punti al centro della riflessione, a cominciare dalle difficoltà logistiche del comparto, complici strade di non facile percorribilità e talvolta addirittura inaccessibili ai mezzi di trasporto pesanti. Un problema con ricadute, anche economiche, pesantissime (stimate nell’ordine del 10-15%), soprattutto nel confronto con aziende collocate a ridosso di autostrade o di snodi stradali più favorevoli.

Altro tema bollente, la concorrenza con il Canton Ticino e con gli stipendi che le attività economiche d’oltreconfine riescono a offrire ai professionisti del territorio: una sorta di “dumping” salariale che, negli anni, ha reso sempre più complicato il mantenimento di tecnici e operatori all’interno delle imprese locali.

In questo caso, a rendere pressoché impossibile resistere alla concorrenza, concorre – secondo quanto riferito dalle imprese – il peso della tassazione nazionale, regionale e locale, combinato a un cuneo fiscale non paragonabile con quello (più basso) della vicina confederazione. E la forte vocazione al frontalierato dell’intero territorio. Le soluzioni? Tre, al momento, le ipotesi sulle quali si lavorerà per stendere un documento condiviso per portare all’attenzione di sindaci e rappresentanti politici regionali e nazionali «il grido di dolore di un territorio che non può più rinviare una riflessione seria e propositiva in merito alla propria sopravvivenza».

Il primo appuntamento delle “imprese per il territorio” sarà con la commissione regionale Attività Produttive, calendarizzata nell’ambito del progetto “ImpresAperta”, messo a punto in collaborazione con il presidente del consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo. «Questo nostro incontro – spiega il presidente di Confartigianato Impresa, Davide Galli – mette in evidenza la forte volontà delle imprese di fare sistema per sostenere un territorio con il quale sentono un legame non solo economico ma affettivo e sociale. Senza queste imprese, e senza lo spirito che dimostrano di avere nonostante le enormi difficoltà del periodo, l’Italia, e quest’area, non potrebbero sopravvivere».