Start-up: Milano top, Varese giù

 Le giovani generazioni rispondono alla difficoltà di trovare lavoro con la creatività. E così, anche il Belpaese, diventa culla di innovazione: sono quasi diecimila le start-up in Italia. Una ventata di innovazione che ha come protagonista assoluta Milano, che si conferma prima a livello nazionale: una su sei delle nuove aziende nate nell’ultimo anno ha sede nel capoluogo lombardo. I numeri emergono da una elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, su dati relativi alle sedi di impresa. Dopo Milano, la medaglia d’argento va a Roma, mentre il bronzo è di Napoli. Tra le prime venti anche le lombarde Bergamo e Brescia.

Milano al top, dunque. E Varese?

Quasi all’estremo opposto, a fondo classifica. A confermalo è lo studio di The European House Ambrosetti sulla provincia di Varese, che, tra i suoi punti deboli, ha proprio il gap tecnologico. Il Varesotto, infatti, conta 3,3 start-up innovative ogni mille imprese registrate, a fronte delle 4,9 in Lombardia e delle 5,6 in Italia nel 2017. I numeri, dunque, posizionano Varese al terz’ultimo posto in Lombardia. Di fatto si tratta di un vero e proprio freno allo sviluppo.

«Le start up innovative sono protagoniste dei nuovi trend di ricerca e dello sviluppo tecnologico futuro – ha commentato Massimo Dal Checco, consigliere della camera di commercio di Milano e amministratore unico di Innovhub Stazioni Sperimentali per l’Industria – Positiva la partecipazione dei giovani a questi settori e la connessione tra università e ricerca che si rafforza e che puntiamo a rafforzare. Seguiamo con attenzione queste imprese avanzate, capaci di far crescere la nostra capacità di innovare. Come partner europeo nella rete Een, Enterprise Europe Network, puntiamo infatti a promuovere ricerca e innovazione insieme ad una maggiore sicurezza sul lavoro e sostenibilità ambientale. Ci affianchiamo alle imprese per la qualità dei prodotti, alla base della competitività in Italia e all’estero».

I giovani sono i veri protagonisti di questa nuova frontiera imprenditoriale. Sono duemila in Italia le start-up a prevalenza giovanile, il 20% del totale. Milano è sempre prima anche su questo fronte con 324 imprenditori under 30. Roma si conferma seconda, mentre Torino si piazza terza.

Dal governo un miliardo in tre anni

Ammonta ad un miliardo, in tre anni, il Fondo nazionale innovazione. Risorse che il governo intende utilizzare per sostenere investimenti in start up e innovazione.

Lo ha spiegato il vicepremier Luigi Di Maio (nella foto Ansa), nei giorni scorsi. Il Fondo – spiega il ministero dello Sviluppo in una nota – «verrà gestito dalla Cassa depositi e prestiti, attraverso una cabina di regia che ha l’obiettivo di riunire e moltiplicare risorse pubbliche e private dedicate al tema strategico dell’innovazione». Il Fondo Nazionale Innovazione è un soggetto multifondo che opera esclusivamente attraverso metodologie di cd Venture Capital. Si tratta – sostiene il Mise – dello strumento finanziario elettivo per investimenti diretti o indiretti allo scopo di acquisire minoranze qualificate del capitale di startup, scaleup e Pmi innovative. Gli investimenti sono effettuati dai singoli Fondi del FNI in modo selettivo, in conformità con le migliori pratiche del settore, in funzione della capacità di generare impatto e valore sia per l’investimento sia per l’economia nazionale.

La selettività, flessibilità e rapidità degli investimenti sono gli elementi che consentono al Venture Capital la natura di strumento chiave di mercato per lo sviluppo dell’innovazione. Oltre che il modo migliore per allineare gli interessi di investitori e imprenditori verso il comune obiettivo della crescita economica.

Il Fondo Nazionale Innovazione nasce con l’obiettivo di accelerare la maturazione del nostro sistema dell’innovazione. Attraverso i propri Fondi particolare attenzione verrà dedicata ad una serie di ritardi culturali e strutturali del nostro ecosistema: ampliare il mercato degli operatori di Venture Capital (oggi limitato a 9/10 soggetti verso le decine o centinaia di Francia, Germania, UK); creare spazio ed opportunità di crescita per un contestuale ricambio generazionale, individuando nuovi cd “first time team” in grado di costituire nuovi Fondi in linea con le innovazioni emergenti; riequilibrare in modo radicale il gender gap, favorendo una maggiore e qualificata presenza femminile; accelerare la nascita e lo sviluppo in Italia del cd Corporate Venture Capital, offrendo ai principali Gruppi italiani una piattaforma di Venture Capital di assoluto standing e professionalità; offrire ai territori e alle finanziarie regionali l’opportunità di contribuire ad una grande sfida nazionale.