Stalle e serre al gelo e gli agricoltori pagano

Giù la colonnina di mercurio e, con le temperature a picco, la pianura e le prealpi varesine fanno i conti con i problemi del gelo: ciò ad iniziare dalle colture ortoflorovivaistiche sotto serra, con le imprese costrette ad incrementare notevolmente il lavoro delle caldaie utilizzate per riscaldare le strutture: «L’aggravio di spesa, per i produttori, è purtroppo notevole: peraltro, al freddo di questi giorni va sommato anche il rincaro del prezzo del gasolio verificatosi nelle scorse settimane» sottolineano il presidente e il direttore di Coldiretti Varese Fernando Fiori e Raffaello Betti.

Nelle serre i florovivaisti sono così costretti ad aumentare il riscaldamento per riuscire a tenere una temperatura interna tra i 15 e i 17 gradi necessaria per salvare le piante dal gelo, mentre per le colture in campo o tunnel privi di riscaldamento artificiale altro non si può fare che sperare in un rapido cambio di rotta: perdurando la situazione, infatti, si temono ripercussioni persino per le verdure e gli ortaggi invernali coltivati in pieno campo come cavoli, verze, cicorie, radicchio e broccoli.

Nelle campagne, il termometro sottozero ha provocato più di un problema anche a stalle e strutture: l’acqua è gelata anche nelle tubazioni e negli abbeveratoi per il bestiame, che gli allevatori hanno dovuto riscaldare con ogni mezzo possibile per sciogliere o rompere i blocchi di ghiaccio.

In più, si nota in molti casi un calo nella produzione del latte (con un calo stimato fino al 5%), perché gli animali, con il freddo, si muovono e mangiano meno. Il maltempo con freddo e gelo apre il 2017 dopo un mese di dicembre che ha fatto registrare in Italia una temperatura massima superiore di 2.1 gradi alla media, che ha di fatto ingannato le piante e rese più vulnerabili allo sbalzo termico improvviso.

Nello scorso mese di dicembre – conclude Coldiretti Varese – le temperature massime sono stati superiori alla media di ben 2,9 gradi al nord, di 1,8 gradi al centro e di 1,4 gradi nel mezzogiorno con una evidente anomalia che ha mandato in tilt la natura. A Varese, peraltro, si è assistito negli ultimi anni ad una progressiva accentuazione tra le temperature minime (sempre più basse) e quelle massime (sempre più alte) con un progressivo incremento dell’escursione termica.