Stadio e Varesello: fischio d’inizio

n nuovo fischio d’inizio per lo stadio “Franco Ossola” e il centro sportivo “Varesello”, sperando che possa essere decisamente migliore rispetto ai disastri delle ultime “partite”. Ieri, infatti, dopo la pubblicazione la scorsa settimana del bando per la concessione delle due strutture, il Comune di Varese ha organizzato un incontro per cercare di convincere qualcuno a gestire gli impianti. Palazzo Estense ha scritto anche alle ambasciate di diversi Paesi, provando a far breccia nel calcio professionistico europeo, dove, per esempio, alcuni investitori sono stati richiamati prima dalle strutture e hanno poi portato investimenti anche nel mondo sportivo.

La concessione è prevista per diciotto anni e ha un valore stimato di oltre 7 milioni e 870mila euro. Il nuovo gestore dovrà provvedere a interventi di manutenzione pari a 617.480 euro per il “Franco Ossola” e a 416.500 euro per il centro sportivo “Varesello”. In cambio si potranno avviare attività commerciali, uffici e foresterie, per un massimo del 10% del volume attuale degli impianti: si potrà andare anche oltre, ma in tal caso dovrà dare il via libera il Consiglio comunale. «Con questo incontro vogliamo dare la possibilità – ha detto il sindaco Davide Galimberti – a eventuali soggetti interessati di esaminare il bando e porre quesiti, ascoltando le indicazioni più tecniche. C’è interesse di soggetti non locali, fra cui l’ambasciata spagnola. Nulla vieta di proporre interventi ulteriori a quelli minimi richiesti, come addirittura la costruzione di un nuovo stadio, per cui valuteremo anche l’eventualità di una proprietà non pubblica».

Nel documento sono previste anche agevolazioni di rito per i cittadini e le associazioni varesine di base, fra cui l’obbligo di far giocare all’Ossola la società che erediterà il titolo sportivo del Varese calcio. A illustrare i lavori obbligatori da eseguire è stato il dirigente del Comune Franco Andreoli che è stato molto onesto: «Sullo stadio si tratta di interventi di manutenzione – ha detto – che non permetteranno di trasformare il brutto anatroccolo in un cigno reale perché, altrimenti, le opere da realizzare sarebbero una moltitudine. Noi chiediamo un investimento minimo per rientrare nelle norme antincendio e nella fruibilità per le persone. Mentre a Varesello serve un adeguamento di uno spogliatoio e l’eliminazione di alcune barriere architettoniche non conformi». Niente da fare, invece, per il velodromo di Masnago: “Se avessimo aggiunto 200, 300, 500.000 euro di lavori sul velodromo – ha detto Dino De Simone – avremmo appesantito troppo le richieste». Ora la palla passa a chi, ieri, ha ascoltato e posto domande. L’opportunità del bando sarà colta da qualcuno e si andrà in gol entro il 25 luglio, data di scadenza per le domande, oppure la partita finirà con uno 0 a 0, con cui si dovrà ripartire, per l’ennesima volta, daccapo?

A destare curiosità, durante l’incontro di ieri, è stata la presenza anche Beatriz Pérez, console dell’ufficio tecnico e commerciale di Milano dell’ambasciata di Spagna. Già perché se dovessero arrivare davvero i “conquistadores” spagnoli, si sa, col calcio ci sanno fare. E non soltanto in campo.

Chiaramente, trattandosi di calcio a Varese, con le vicissitudini degli ultimi anni, è meglio “giocare in difesa”. Tuttavia, almeno ieri sera la risposta è stata discreta, con una ventina di presenti. Fra cui, appunto, l’emissaria di Madrid: «Fra Italia e Spagna – ha detto Pérez, al termine dell’incontro – i rapporti sono buoni. A Varese sono stata accolta molto bene. Nel calcio, in Spagna, stanno investendo molti gruppi cinesi e arabi, vedremo cosa accadrà qui». Fra i presenti c’era anche qualcuno che ha preferito rimanere nell’anonimato, come il rappresentante di un fondo di investimento milanese: «Per noi – ha detto il mister X – sarebbe stato più interessante un bando relativo soltanto allo stadio, perché si può mettere a reddito. Mentre Varesello, chiaramente, è legato a un’attività di base che, a noi, non interessa molto. Valuteremo». Valuterà pure Massimilano Condello, imprenditore con attività commerciali nel Varesotto: «La cosa interessante – ha affermato – è che qualcosa si sta muovendo e cambiando. Prima lo stadio era legato a doppio filo col Varese calcio, ora ci si apre anche investitori esterni».