Sprint del turismo

La Prealpina - 05/12/2021

Faib, la federazione italiana delle associazioni ciclistiche, stima che ogni euro investito per costruire una ciclovia, ne restituisce 3,5 al territorio, mentre ogni chilometro di percorso ciclabile genera un indotto annuo di 110.000 euro per la zona attraversata. Eppure il turismo in bicicletta è una realtà ancora poco diffusa in Italia, ma nella “pancia del gruppo” qualcosa si sta muovendo, col +20% di ciclisti nel 2020 rispetto all’anno precedente e le visite sul sito bicitalia.org, che propone itinerari ciclistici, aumentate dell’84%.

Insomma, anche da noi, i pedali iniziano a mulinare, mentre grazie ai turisti stranieri la ruota gira che è un piacere. Lo confermano anche gli albergatori varesini che hanno puntato sul turismo ciclistico: «I turisti della bicicletta non mancano – dice Simone Segafredo dell’Hotel Ungheria di Varese e vicepresidente di Federalberghi – e arrivano soprattutto dal Nord Europa, dagli Stati Uniti e dall’Australia. Questi ultimi, di un’età media che sia aggira attorno ai 40-45 anni, vengono in tour nel nostro Continente per più di due settimane o oltre e, tra le varie tappe, sfruttando la vicinanza con Malpensa, spesso scelgono il Varesotto. Il problema è il reperimento di biciclette nel caso arrivino gruppi numerosi. Di certo è un settore che è in crescita, ha potenzialità e può e deve migliorare, specialmente nel comparto dei servizi offerti, ma anche nella sistemazione delle strade, perché il ciclista non va soltanto sulle piste o tra le montagne, ma talvolta predilige la strada».

Alcuni aspetti sono condivisi anche da Guido Bonseri dell’hotel ristorante Belvedere di Ranco: «L’esperienza promossa qualche anno fa dalla Camera di Commercio ed evoluta nella Lago Maggiore bike experience – dice l’albergatore – sta andando molto bene. Inoltre stiamo allargando l’orizzonte verso quello che chiede il mercato, ovvero i servizi richiesti dal turista nel pacchetto e quindi noleggi, guide, e altre azioni collegate alla ricettività». Di certo, grazie all’aver puntato sulla bicicletta, i clienti sono aumentati: «Il Varesotto ha il vantaggio di offrire esperienze e opportunità diverse. Noi puntiamo sul cliente che utilizza la bicicletta di strada o la mountain bike, ma il territorio è ideale anche per le famiglie o le persone più anziane che, magari prediligono le piste ciclopedonali e la pedalata assistita». E in futuro? «Vedo uno sport in crescita verticale – conclude Bonseri – perché, dopo i lockdown, le attività all’aria aperta hanno avuto un boom e mi immagino più alberghi sempre più rivolti al settore bike, e una sinergia amplificata tra le due sponde del Verbano, perché al turista non interessano i confini geografici, ma punta soltanto alla destinazione Lago Maggiore».

C’è una filiera sulle piste

Da tempo la strada è tracciata: una strada da percorrere con la forza delle gambe. Se lo sport è già di per sé motore di turismo fra valli e laghi, lo è in generale il filone legato al movimento, al territorio da scoprire con mezzi ecologici, alle attività all’aria aperta che uniscono famiglie e appassionati. Con il progetto “Varese #DoYouBike?”, la Camera di commercio di Varese punta su cicloturismo e mobilità sostenibile, anche con il coinvolgimento di imprese della filiera, associazioni di categoria ed enti locali.

«Nell’ambito dell’attività svolta con Varese Sport Commission per far crescere il turismo “active&green” – spiega il presidente camerale Fabio Lunghi -, l’obiettivo è ora di dare ulteriore impulso a un contesto di eccellenza per il nostro territorio. Valorizzando il brand Varese #DoYouBike? vogliamo realizzare un sistema diffuso di offerte e servizi integrati per un turismo sostenibile e inclusivo. Il tutto in sinergia con gli altri enti locali, in primo luogo la Provincia con cui abbiamo sottoscritto un accordo di programma, e gli operatori della filiera. Questo per promuovere i percorsi di una terra che da sempre è tra i “luoghi eletti” per gli appassionati della due ruote e, insieme, quelle iniziative per il cicloturismo e, in generale, il turismo slow che fin d’ora ci caratterizzano, ma che possono trovare ulteriore linfa vitale».

L’iniziativa risponde a una domanda crescente sul mercato dell’ospitalità ed è rivolta alle aziende che, a livello locale, si occupano di ricettività turistica e cicloturismo. La bicicletta è una carta vincente sul mercato turistico: «In Italia, secondo il rapporto Unioncamere-Legambiente, nel 2019 il cicloturismo aveva generato 55 milioni di pernottamenti, con una spesa di 4,7 miliardi di euro», ribadisce Giovanni Martinelli, product manager che seguirà il progetto per Camera di Commercio.

La rete esistente e quella in via di sviluppo permetteranno di connettere l’intero territorio provinciale, proponendo itinerari naturalistici e culturali attrattivi, da quelli pianeggianti e collinari a Sud a quelli di enduro e adrenalinici dell’area Nord.

I percorsi verranno strutturati sulla base di tipologia di utenti, difficoltà e lunghezza, contrassegnandoli e dotandoli di tutte le informazioni necessarie e dei servizi correlati: assistenza, mappe, noleggio attrezzature, punti ristoro, bike hotel, ristoranti e pubblici esercizi “bike friendly”. Gli utenti potranno cogliere le bellezze della zona in modo ludico oltre che didattico, grazie ala tecnologia (Gps, e-bike, app). Altro elemento decisivo, la costruzione di un network con gli operatori: dalle convenzioni con gli attori della mobilità ferroviaria e della navigazione alle collaborazioni con aziende del territorio quali bike center, ristoranti, alberghi e agriturismi così da garantire l’appoggio logistico alle diverse attività.