Sport, pubblico e privato vincono se c’è collaborazione

La Prealpina - 17/05/2016

Fare il punto sullo stato dell’arte ma anche offrire spunti per la costruzione di un progetto futuro, capace di recepire le nuove sfide che le realtà sportive si trovano ad affrontare. Questo il senso degli Stati Generali dello sport, che il candidato sindaco del centrodestra, Paolo Orrigoni, ha voluto convocare ieri al Collegio De Filippi, alla presenza dell’assessore regionale a Sport e Politiche giovanili, Antonio Rossi. E si parte dalla cultura sportiva presente in Italia, un quadro «del tutto desolante» secondo Marco Caccianiga, candidato nella Lista civica che sostiene l’imprenditore e delegato provinciale Coni. «Dobbiamo lavorare in maniera adeguata e corretta con i giovani, ma non sempre è così. Lo sport non dev’essere ricerca continua e costante della vittoria, bisogna insegnare a divertirsi, impegnarsi e mettercela tutta, ma anche ad accettare la sconfitta, come spinta per migliorare». Gabriele Ambrosetti, vice allenatore della squadra di calcio inglese “Swansea City”, rincara la dose e parla di una «cultura dello sport che in Italia non solo è difficile da costruire, ma forse non può proprio esistere. All’estero vigila la regola del più bravo dal punto di vista di competenze, ma anche di comportamenti onesti, cosa che in Italia non succede e io per primo ho subìto di tutto». Ma «a Varese si investe sullo sport – precisa Rossi- e il Comune in questi anni ha fatto tantissimo». Quanto basta? Forse no, se, come fa notare Bruno Frigeri, presidente della Federazione Atletica Leggera Varese, «gli impianti sono una nota abbastanza dolente. Serve la sistemazione a breve del campo di atletica di Calcinate, perché sarebbe importante non solo per Varese, dove in un solo anno di gare sono stati coinvolti 7.500 atleti, ma per l’intera provincia». Ammette l’assessore allo Sport, Maria Ida Piazza: «C’è necessità di operare rifacimenti, ma servono soldi e i Comuni da soli non ce la fanno. L’unica possibilità è ricorrere a partnership tra pubblico e privato». Renzo Oldani, presidente della Società ciclistica “Alfredo Binda”, sulla scia del Mondiale di Ciclismo del 2008 parla di «sport non solo come evento occasionale ma come opportunità per promuovere il territorio». Noemi Cantele, campionessa iridata delle due ruote e candidata per Orrigoni, ha invece l’ambizione di «creare sinergie tra sport, cultura, scuola ma anche viabilità ed ambiente».