Sport e turismo in tandem «Sul piatto 180mila euro»

Sedicimila pernottamenti nel 2017, ventottomila l’anno passato, obiettivo sfondare il tetto delle trentamila per quello in corso: non sarà la gallina dalle uova d’oro, ma in tempi di crisi economica ha il sapore della manna che cade dal cielo. Il turismo sportivo in provincia di Varese comincia a mostrare numeri interessanti, tanto che Camera di Commercio ha deciso di investirci 180mila euro, di cui 120mila sul bando “Sport & Turismo” (20mila in più rispetto al 2018) dedicato ad associazioni sportive dilettantistiche, società e federazioni, comitati organizzatori e, in genere, soggetti senza scopo di lucro impegnati in «eventi e manifestazioni di natura sportiva in grado di generare importanti ricadute economiche» e altri 60mila per nuovi eventi di carattere internazionale. Non solo i più blasonati ciclismo o canottaggio, ma anche – per esempio – discipline “minori” quali tiro con l’arco, equitazione o sci nordico. Perché lo sport, agonistico o amatoriale, fa bene non solo alla salute fisica di chi lo pratica, ma anche all’economia del territorio.

Fabio Lunghi, presidente dell’ente camerale, non ha dubbi: «Lo sport muove il business». Non si tratta d’una novità assoluta (negli anni scorsi il matrimonio – poi naufragato per incomprensioni reciproche – tra la stessa Camera di Commercio e la Provincia attraverso il brand Varese land of Tourism aveva già aperto la strada in tal senso), ma vedere tanti operatori privati rispondere ieri mattina alla riunione tecnica indetta legata al bando dall’ente di piazza Monte Grappa significa credere che il binomio sport-economia sia finalmente sdoganato.

Merito anche dell’apposita Commissione composta da diversi esponenti del settore (fra cui Valter Sinapi, delegato provinciale del Coni, il vicepresidente di Federalberghi Varese Simone Segafredo e Antonio Triveri, caposervizio sport della Prealpina) che si occupa del bando citato.

L’agevolazione consiste in un contributo pari al 50 per cento delle spese ammissibili (organizzazione, gestione, promozione), fino ad un importo massimo di 10mila euro calcolato in case ai pernottamenti generati in strutture turistico ricettive del territorio e al punteggio ottenuto in sede di valutazione dell’evento, a patto che sia in grado di determinare ricadute sul tessuto ricettivo turistico-commerciale. Incalza Lunghi, citando il canottaggio sui laghi e le squadre nazionali straniere che li scelgono per i loro campus d’allenamento: «Il filone turistico è finalmente entrato nel quotidiano degli operatori provinciali, come ha mostrato di recente anche Regione Lombardia attraverso l’assessore Cambiaghi che sostiene il nostro progetto. Importante è comprendere adesso che l’animazione territoriale sportiva ha valore a tutti i livelli, non solo per quanto riguarda gli appuntamenti di grande richiamo, tant’è che abbiamo organizzato il bando nel modo più semplice possibile, così che nessuno si senta escluso». Per presentare le domande c’è tempo sino al 31 marzo prossimo.

Pernottamenti in aumento «Evitare le sovrapposizioni»

Gli eventi sportivi di un certo rilievo promettono ricadute positive in termini di pernottamenti, ristorazioni, acquisti e, a medio-lungo termine, ritorni sul territorio con amici e familiari. Ma negli auspici della Camera di Commercio c’è una falla che il Comitato olimpico nazionale ha subito fatto notare attraverso le parole del suo delegato provinciale Valter Sinapi: «Mi auguro che gli eventi sportivi aumentino di numero e qualità, ma voglio ricordare che Varese è penalizzata dalla scarsa capienza alberghiera che frena la loro organizzazione. Così, per esempio, in un settore specifico come il tiro con l’arco si preferiscono località ad alta vocazione turistica come Rimini». Paragoni con la Città Giardino non si possono né si debbono fare, ma resta il fatto che il problema delle strutture ricettive è vecchio di decenni, anche se qualcosa negli ultimi tempi è stato fatto per rimediare agli scarsi investimenti del passato. Così, mentre Federalberghi ricorda che «non possiamo certo competere con altre realtà italiane, ma dobbiamo far fruttare quello che c’è, iniziando dalla crescita degli sport minori» (Simone Segafredo), un esperto di sport e mass media come il “nostro” Antonio Triveri ricorda che «non va premiato solo l’aspetto agonistico, e in tal senso è diretto il bando camerale, avendo però cura di evitare la sovrapposizione di eventi importanti nella stesse date». Anche questo un problema più volte emerso negli anni passati e mai risolto del tutto.