Spesso criticata. Ma genera posti di lavoro

La movida sale spesso alla ribalta della cronaca per il baccano e i rifiuti lasciati per strada. E non c’è città esente da proteste: dove la vita serale e in parte notturna risulta frizzante, ecco le controindicazioni legate alla quiete pubblica, al decoro e, non da ultimo, la sicurezza, problema quest’ultimo che non si registra però dappertutto. Le cronache del nostro giornale documentano le proteste a Arona, Busto e in minima parte anche a Varese. Dove c’è movida insomma, c’è qualche problemino. Ma si trascura, nel valutare la portata dei problemi, il beneficio che portano questi assembramenti. Un vantaggio in soldoni. E quindi in posti di lavori. Lo evidenzia il report pubblicato dalla Camera di commercio di Milano – i dati sono nell’articolo sopra -, che dimostra come tutte le attività del settore fanno insieme un tesoretto sia per l’economia, sia per quella nazionale. Ma c’è di più: i locali, spesso e volentieri, offrono lavoro, magari solo stagionale, magari a orari ridotti, a ragazzi giovani che hanno modo così di mantenersi gli studi universitari. La movida, vista a volte come semplice fenomeno di divertimento, cela dietro le quinte un potenziale sociale, una boccata d’ossigeno per chi vuole debuttare nel mondo del lavoro. Per questo andrebbe osservata sempre con rispetto. Ciò non significa tolleranza massima, questo no. Laddove i locali non rispettano le regole o la clientela genera caos, inciviltà e insicurezza, la sopracitata tolleranza deve rasentare lo zero. Ma comprimere le movide significa ridurre guadagni e occupazioni. Se tutti fanno la propria parte nel modo giusto e corretto, il settore è da “coccolare”.