Spese pazze, ecco il conto

La Prealpina - 09/03/2017

«Ancora oggi, alcuni avvocati mi hanno chiesto se fosse proprio necessario fare questo processo? E io rispondo convinto che andava fatto. Sì, anche grazie alla vasta eco di questa indagine sono cambiate le norme regionali in materia di rimborsi spese e l’opinione pubblica è stata sensibilizzata, ma la magistratura fa un altro lavoro: deve accertare le singole responsabilità penali perché di mezzo c’è un ammanco di oltre 3 milioni di euro.

E il nostro approccio non è stato quello di sparare nel mucchio, anche perché non è vero che tutti si comportavano alla stesso modo per una prassi inveterata».

Ieri, nel processo “Rimborsopoli”, che ha cercato di fare luce molto faticosamente sulle presunte “spese pazze” dei consiglieri regionali lombardi rimborsate con fondi di Palazzo Pirelli nonostante fossero estranee al loro mandato politico nel corso della legislatura 2010-2012, il pm milanese Paolo Filippini ha terminato la sua requisitoria chiedendo il “conto” a 56 consiglieri regionali (molti ex, ma anche alcuni attualmente in carica) sotto processo davanti alla decima sezione del Tribunale penale di Milano per i reati di peculato e truffa nell’aula bunker di piazza Filangeri. La pubblica accusa ha invocato la pena per i sette imputati che sono espressione della provincia di Varese.

La richiesta di pena più alta ha avuto come destinatario l’ex capogruppo del Pdl Paolo Valentini Puccitelli: per il 56enne ingegnere aeronautico di Morazzone, accusato di avere avallato nelle vesti di capogruppo del Pdl «l’indebito rimborso di una serie di spese in alcun modo giustificate» di alcuni suoi colleghi per oltre 336 mila euro e di aver effettuato spese ingiustificate per più di 142 mila euro», è stata richiesta una condanna di 4 anni di reclusione, più la confisca di parte delle somme contestate.

Condanne sollecitate anche per i quattro esponenti della Lega nord rinviati a giudizio: la 69enne ex consigliera regionale bustocca Luciana Ruffinelli si è vista chiedere 3 anni di reclusione; mentre per il 28enne Renzo Bossi e il 45enne Giangiacomo Longoni sono state presentate due richieste di condanne a 2 anni e 10 mesi, e per l’ex consigliere del Carroccio di Crosio della Valle Cesare Bossetti (salito alla ribalta della cronache giudiziario per aver speso quasi 17mila euro in pasticceria, tra caffè, brioche e pasticcini) 2 anni e 2 mesi.

Infine, la Procura milanese ha proposto due condanne a 1 anno e 10 mesi di reclusione sia per il 48enne gallaratese Luca Daniel Ferrazzi, già consigliere regionale del Pdl (in quota An), ora in carica nel gruppo della Lista Maroni, sia per l’ex consigliere Pdl Giorgio Puricelli, 51 anni, di Samarate, un passato nello staff sanitario del Milan. Per la cronaca, la richiesta di pena più alta – 6 anni – ha riguardato l’ex capogruppo della Lega Stefano Galli, che avrebbe speso 6 mila euro pubblici per il matrimonio della figlia, mentre l’unica assoluzione ha interessato l’ex assessore azzurro Massimo Ponzoni.