Spazi verdi di Malpensa ridisegnati dagli studenti

La Prealpina - 07/05/2021

Ripensare e ridisegnare gli spazi verdi dell’aeroporto di Malpensa: è ciò che hanno fatto gli studenti di diversi istituti agrari del Varesotto e del Milanese, che ieri mattina hanno presentato nella sala congressi dello scalo i loro progetti.

La genesi

Alessandro Fidato, chief operating officer di Sea, ha ricordato che l’idea nasce dal gestore milanese alla fine del 2019, per rispondere a una richiesta degli istituti coinvolti di poter svolgere progetti su casi concreti. Da qui è sorta la collaborazione con cinque realtà scolastiche, ai cui studenti si è chiesto di ideare la riqualificazione e la piantumazione delle aree verdeggianti presenti lungo il sedime aeroportuale. I giovani hanno dato anima e corpo a un lavoro di gruppo consistito in ricerche, sopralluoghi, planimetrie da produrre, piante da scegliere, costi da quantificare. Il tutto corredato dalle immancabili difficoltà create dall’essersi dovuti confrontare tramite la didattica a distanza.

Le presentazioni

A presentare i frutti delle attività di progettazione sono stati i giovani rappresentanti delle scuole. Tre di esse si sono dedicate alle aree del Terminal 1. L’istituto Andrea Ponti di Somma Lombardo e il Vilfredo Pareto di Milano hanno proposto progetti inerenti alle rotonde poste ai due estremi del T1 (quella lungo la strada dove si trova l’Hotel Sheraton e quella della stazione ferroviaria). L’Isaac Newton di Varese ha presentato un piano ispirato alla riqualificazione estetica delle aree in armonia con l’ambiente circostante (quel Parco del Ticino definito come un «mosaico di ambienti naturali»). Ciò usando flora tipica del luogo, nonché in grado di ridurre l’emissione di anidride carbonica e di immettere ossigeno nell’aria. Il Gregorio Mendel di Villa Cortese e l’Italo Calvino di Rozzano (Milano) si sono occupati infine del T2. Il primo ha ideato, tra le altre cose, la scultura dei continenti: cinque grosse pietre che simboleggiano i continenti, a ricordare il ruolo internazionale di Malpensa. Il secondo ha presentato il “progetto ESTer” (“Essere sostenibile per la terra”), caratterizzato da un “dry garden”: un giardino senza manto erboso, con ghiaino e senza un impianto di irrigazione. Tratti comuni tra le varie idee: l’aver immaginato opere di riqualificazione basate su bassi costi di manutenzione, coerenti con la paesaggistica locale, che non intralcino la viabilità e necessitino di un ridotto consumo d’acqua.

Le reazioni

All’evento è intervenuto Fabio Montagnoli, sindaco di Arsago Seprio e presidente del Cuv (Consorzio urbanistico volontario), che ha portato i saluti dei sindaci coinvolti e delle cittadinanze e ha parlato di «un progetto molto edificante». Al termine delle presentazioni ha espresso il desiderio di rivedere i ragazzi, sottolineando anche l’esigenza di un «green che non resti solo su carta». Prima della consegna degli attestati di partecipazione a scuole e studenti, Fidato si è invece complimentato con i ragazzi, elogiando la cura dei dettagli e di aspetti quali la sicurezza, la manutenzione, i consumi idrici. Fa loro una promessa: «Mi prendo l’impegno, come Sea, di realizzare i vostri progetti. Magari gradualmente, ma lo faremo».