Spartan Race da record: «Sport veicolo del territorio»

Finora quasi 6.500 iscritti, già circa 1.500 in più rispetto allo scorso anno, e una spesa turistica che l’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio calcola in almeno 650mila euro. La Spartan Race, la corsa a ostacoli pensata per testarsi e spingersi oltre i propri limiti, torna in provincia di Varese: dopo il successo del 2015, è fissato per sabato 11 giugno il nuovo appuntamento sul percorso allestito al Ciglione della Malpensa, da sempre terreno perfetto per il motocross e, dallo scorso anno, anche per chi vuole cimentarsi proprio con questa impossibile corsa tra fango e ostacoli quasi insuperabili.

L’anno prossimo gli Europei

Quel giorno arriveranno da tutti i continenti qui. Ed è Varese sport commission a farsi promotrice in modo concreto di un evento che in tre giorni porterà sul nostro territorio un minimo di 12mila visitatori: «Visitatori che vogliamo convincere a restare e a tornare – ha detto Mauro Temperelli, segretario generale della Camera di Commercio – lo sport diventa veicolo di promozione del territorio. Il proposito è ospitare la Spartan Race in provincia anche l’anno prossimo: proporremo una short list con tre location agli organizzatori».
Temperelli immagina scherzando una Spartan Va-race, e pensa addirittura di candidare Varese per gli europei di specialità. «Grazie a chi ha voluto ancora una volta scegliere la provincia di Varese come sede di un evento, quale la Spartan Race, che richiama sempre più attenzione anche a livello internazionale – sottolinea Rudy Collini, Presidente di Promovarese, azienda speciale della Camera di Commercio – Come Varese Sport Commission, progetto promosso dalla Camera di Commercio e gestito da Promovarese, vogliamo valorizzare il nostro territorio, con la sua ricchezza ambientale, quale sede ideale per eventi sportivi. E questo anche per la presenza di un aeroporto come Malpensa e di strutture che garantiscono ottimi servizi di ricettività turistica. Ospitare la Spartan Race vuol dire essere in grado di accogliere manifestazioni di grande impatto. Competenze e capacità che Varese ha già, più volte, dimostrato di possedere e che vogliamo far crescere ulteriormente».

«Dura, anche per i marines»

La gara è impressionante: «I partecipanti non sanno nulla – spiega Giulia Zomegnan, organizzatrice dell’evento – non conoscono il percorso, ne quanti chilometri dovranno percorrere. È una gara estrema. L’anno scorso hanno partecipato dei marines americani, che alla fine ci hanno detto che è stata più dura di alcuni loro allenamenti». Lo conferma lo spartano varesino Roberto Marabini; quella che affronterà l’11 giugno sarà la sua quarta Spartan Race. «Una corsa folle, nel fango. Ti trovi davanti a ostacoli, strisci sotto il filo spinato. In un’occasione ci hanno fatto anche nuotare. Eppure ciò che ho notato è che c’è competizione, come è giusto, ma alla partenza la cattiveria sparisce. Ci sono alcuni ostacoli che da solo non puoi superare, ci si deve aiutare. E lo si fa. La sensazione che ho avuto è che ci sia tra i concorrenti la convinzione che nessuno deve restare indietro. E infatti quasi tutti arrivano alla fine».