Sospiro di sollievo per il Ceresio Rientra l’allarme inquinamento

La Provincia Varese - 12/07/2017

Migliora la qualità delle acque del Ceresio, anche se permangono alcune criticità da non sottovalutare. Sono stati presentati ieri mattina a Lavena Ponte Tresa i risultati dei monitoraggi di pochi giorni fa sul lago da parte della Goletta dei Laghi di Legambiente; a preoccupare in particolare, è la situazione del Rio Bolletta, la cui foce, che si trova sul territorio di Porto Ceresio, risulta fortemente inquinata. Entro i limiti invece, a Porto Ceresio, la foce del torrente Vallone e quella del torrente Brivio, che quest’anno hanno superato la prova dei monitoraggi, così come anche il canneto di via Zanzi a Lavena Ponte Tresa, nuovo punto inserito nei monitoraggi di Legambiente e il lungolago XXV aprile sempre a Lavena Ponte Tresa, che nella passata edizione della Goletta dei Laghi era risultato fortemente inquinato. Nonostante un generale miglioramento dei risultati dei monitoraggi scientifici della Goletta, anche quest’anno si rilevano livelli molto elevati di inquinamento fecale nel Rio Bolletta: escherichia coli oltre i 68 mila UFC/100 ml e enterococchi oltre gli 11 mila UFC/100 ml. Dati preoccupanti se si considera che i parametri di riferimento per gli scarichi dei depuratori nelle acque superficiali secondo la normativa, prevedono limiti di 500 UFC/100 ml per gli enterococchi e di 1000 per l’escherichia coli. Situazione che purtroppo alla foce del torrente non accenna a cambiare e che sta minando la salute di un importante bacino prealpino, che la Lombardia condivide con la Svizzera. «Per un decennio, abbiamo continuato a denunciare il sottodimensionamento del sistema di filtrazione delle acque e la situazione allarmante del Rio Bolletta, nel quale sfocia il depuratore, ne è la viva dimostrazione – afferma Sergio Franzosi, presidente del Circolo Legambiente Valceresio onlus – Auspichiamo che i due milioni di euro stanziati da Regione Lombardia e dall’accantonamento dei Comuni rivieraschi siano presto investiti per un intervento risolutivo. Per ora, siamo ancora nella fase preliminare di analisi della rete fognaria, ma è evidente che servirà un’operazione strutturale e di ampliamento del sistema esistente». Nei monitoraggi periodici di Goletta dei Laghi vengono presi in esame le foci dei fiumi, i torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso si trovano lungo le rive dei laghi, i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione degli scarichi civili che attraverso i corsi d’acqua arrivano nel lago. «Quello di Legambiente è un campionamento puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali né pretende di assegnare patenti di balneabilità, ma che restituisce un’istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni – conclude Barbara Maggetto, responsabile Goletta dei Laghi di Legambiente – il nostro compito è quello di individuare le criticità dei bacini lacustri».