Sorpresa: Malpensa inquina meno

La Prealpina - 05/02/2020

– L’aeroporto di Malpensa inquina, e questo lo si sapeva, ma forse meno del previsto. Questo dicono i dati, relativi soprattutto al periodo del Bridge, ovvero il trasferimento dei voli dal 27 luglio al 27 ottobre dall’aeroporto di Linate a Malpensa, resi noti dalla Sea insieme ad Arpa. Diffusi dalle amministrazioni comunali dei nove enti aderenti al Consorzio Urbanistico Volontario. Tema tornato di stretta attualità lunedì sera a Ferno nel corso della commissione territorio ed ecologia che ha visto la presenza del presidente di turno del Cuv, e sindaco di Somma Lombardo Stefano Bellaria, in quella che è stata un’occasione di confronto tra gli enti locali in vista della stesura di un documento unitario dei sindaci in vista del nuovo Masterplan di Sea. I numeri principali Si sa che Ferno è un paese che ha sacrificato il 60% del suo territorio sull’altare di Malpensa. Così come si sa anche che le fonti di inquinamento sono diverse, oltre al fatidico Pm 10. Tanto che il vicesindaco di Ferno e assessore all’ecologia Mauro Cerutti, nonché presidente di Ancai (associazione nazionale comuni aeroportuali italiani), legge i numeri con una certa «tranquillità». Spiega: «Il comune di Ferno nel periodo precedente, centrale e susseguente al Bridge non ha mai superato la soglia dei tre giorni consecutivi di allarme». Il valore limite di polveri sottili è di 50 nanogrammi/metro cubo. Sottolinea il vicesindaco Cerutti: «Dieci giorni fa si è registrato il punto massimo di 89 nanogrammi/m3 mentre nelle zone del milanese ha toccato anche valori di 130 nng/m3». Senza dimenticare, solo per fare un esempio, i dati di un paio di giorni fa relativi al comune di Ferno. Con tutti i dati e i valori sotto la media. Questi: «Lunedì il Pm 10 era 44 nng/m3, il biossido di azoto NO2 era a 54 nng/m3 a fronte di un valore limite di 200, l’anidride carbonica pari a 1,2 nng/m3 con il valore limite fissato 10 e l’ozono pari a 42 nng/m3 quando il valore di allarme risulta pari a 240». Una componente Sottolinea Cerutti: «Non bisogna dimenticare che il Pm 10 è una fonte di inquinamento dovuto pure al traffico veicolare, al riscaldamento e agli aerotermi». Ed a Ferno non sono mancate le iniziative di sensibilizzazione. Dunque la lettura del vicesindaco guarda in primo luogo a un maggiore coinvolgimento del territorio nella diffusione dei dati. Questa l’analisi: «Il fattore ambientale è fondamentale perché riguarda la vivibilità e la compatibilità con una struttura che non va vista solo in chiave negativa come Malpensa e l’insieme dei dati ci porta ad avere un poco di fiducia alla luce dell’indotto aeroportuale». Insomma un aeroporto come una componente, e non l’unica causa, della delicata problematica dell’inquinamento dell’aria. Con la conclusione: «I dati devono essere letti in un contesto più ampio con il territorio inserito geograficamente in un complesso dove le infrastrutture non sono attualmente adeguate a distribuire il carico trasporti e il carico veicolare.