Smart City, Varese scala undici posizioni

La strada è ancora lunga per raggiungere Bologna, Milano e Torino, ai primi tre posti della terza edizione del rapporto “Smart City”, il rapporto annuale targato Ernst & Young che analizza e classifica lo sviluppo di reti e infrastrutture “intelligenti” delle 116 città capoluogo italiane, misurando la loro capacità di innovare e offrire servizi di qualità ai propri cittadini. Tuttavia, nel 2015 Varese si è resa protagonista di un notevole balzo in avanti, guadagnando ben 11 posizioni nella classifica delle “città intelligenti”: è infatti salita dal 44esimo posto del 2014 al 33esimo del 2015. Fatto 100 per la prima classificata – Bologna per l’appunto -, Varese ha ottenuto il punteggio di 56,3. Poco avanti al trittico toscano formato da Siena, Prato e Livorno e poco dietro a Udine, Napoli e Cagliari. Il report dice che Varese, comunque sia tra i Comuni di prima fascia (i primi 39 della classifica, ndr) è migliorata, in particolare, nei servizi di “eHealth”, grazie «all’adesione delle aziende sanitarie presenti sul territorio alla piattaforma regionale di sanità elettronica». Per il resto, la Città Giardino resta caratterizzata «da un posizionamento molto costante nella maggior parte degli ambiti presi in esame, con una situazione di ritardo solamente per quel che concerne l’ambito “Vision e strategia” (e, cioè, la redazione di piani strategici e di politiche istituzionali in ambito “Smart City”, ndr)». Ancora: tra i punti forti, la diffusione del teleriscaldamento e il posizionamento nelle infrastrutture di rete ambientali; tra i punti deboli la bassa disponibilità di servizi di “eGovernment”. Più in generale, l’ex triangolo industriale Lombardia, Piemonte e Liguria mostra un rallentamento strutturale rispetto alle regioni del Nord-Est. Ciò detto, Milano da sola rappresenta invece l’80% del mercato di “sharing mobility” in Italia.