Skate, rugby e tiro con l’arco. Presto impianti a costo zero

L’assessore Ferrario: sogno di portare tutte le discipline assenti

«Voglio portare a Busto Arsizio tutte le discipline sportive possibili. E presto avremo tre nuovi impianti: una pista per lo skateboard, un campo da rugby e uno per il tiro con l’arco».

Stefano Ferrario, sindaco d’agosto per l’assenza di Emanuele Antonelli, è in municipio tutti i giorni. Vi resta fino alla fine del mese e ne approfitta per organizzare il futuro sportivo della città, con diversi obiettivi.

«Non mi piace pensare che Busto si svuoti del tutto per un mese e di fatto non è così – dichiara – Le ferie si dovrebbero scaglionare nell’arco dell’anno, non concentrare in un solo periodo. Una volta c’era il deserto, adesso la città è più vivibile ma si vede comunque in giro parecchia gente. A me Busto piace nei momenti tranquilli, per questo non me ne vado in agosto, viaggio già parecchio per lavoro durante l’anno: ne approfitto per starmene qui a godermi la città».

Sostituire il sindaco significa anche celebrare matrimoni: ieri Ferrario ha sposato civilmente un indiano e una ragazza italiana, ma in tutto agosto sono previsti otto matrimoni. In più ci sono tanti appuntamenti, ne sono fissati diversi fino al 13 e altri dopo la pausa di Ferragosto, quando la gente comincerà a rientrare.

Ma veniamo allo sport. «Sto lavorando a eventi di commercio e sport per settembre, è il momento giusto per pianificare – rivela il vicesindaco con delega al mondo sportivo – Il 17 settembre avremo “Busto in Sport”: una giornata per mostrare tutte le discipline che si praticano in città. Una sorta di palestra a cielo aperto per incontrare i cittadini. L’ho portata qui quando ero delegato del Coni, poi la giunta precedente l’ha riproposta. La rinnovo con una formula e un nome diversi, c’è un’impronta nuova».

Lo sguardo spazia su diverse discipline. Ferrario sta seguendo le Olimpiadi di Rio e vede che purtroppo gli atleti bustesi non stanno ottenendo grandi risultati. «Sono dispiaciuto per l’uscita di scena di Ludovico Edalli, speravamo in lui – dice – Sara Bertolasi è impegnata domani (oggi per chi legge, ndr.), Arianna Castiglioni ci ha illuso per un attimo ma ha ancora la staffetta da affrontare. Riccardo Mazzetti, nel tiro a segno, è nativo di Busto ma si allena a Gallarate, poi alle Paralimpiadi tiferemo la nostra Martina Rabolini. A prescindere dal risultato hanno dato tutti lustro alla città: Linus su Radio Deejay e La Gazzetta ripetono che abbiamo un olimpionico ogni ventimila abitanti. E’ motivo di orgoglio ed è uno stimolo per il nuovo palazzetto e per migliorare le strutture che abbiamo o dobbiamo creare».

Per lo skateboard si sta siglando la convenzione con “La Mini nell’orto” e un’altra società: «La prima avrà da far vivere la vecchia pista di pattinaggio del Museo del Tessile, ora in stato di abbandono, l’altra avrà spazi a Beata Giuliana in terreni abbandonati. Il tutto a costo zero: loro sistemano e gestiscono il nuovo impianto. Il Cio ha dichiarato lo skate disciplina olimpica per il 2020: avremo nuovi campioni da allenare».

Ferrario vuole portare in città gli sport che sono assenti: le società oggi sono 80, il Coni vanta 45 federazioni e 22 associati. «Potremmo persino pensare allo sci con simulatore e al canottaggio indoor – esagera – Dobbiamo portare sport nuovi non solo implementare quelli esistenti. Nel 2017 vorrei ideare un campo estivo per i ragazzini che restano a casa: il Coni ha un EduCamp che non ha mai portato in provincia di Varese. Ci candidiamo noi».

Per il tiro con l’arco un’associazione potrebbe sistemare il prato di Madonna Regina dietro le scuole: serve davvero poco per poter praticare questo sport.

Più complicato il rugby per i bambini: «Vorrei usare il prato centrale della pista di atletica di Sacconago. Anche qui a costo zero. Di recente sono state sistemate la palestra di via Poma e la Master Box alla Colonia Elioterapica, grazie a molti volontari. vediamo di continuare. Se avessi uno sport al giorno lo sistemerei, tanto è il desiderio di fornire ai ragazzi le opportunità di giocarsi in diverse discipline. Lo sport, fra l’altro, ha un indotto notevole in termini di alberghi, ristoranti, abbigliamento. La provincia di Varese è passata dal 35° al 19° posto nel rating sportivo: oggi ha nove campioni olimpici, investendo i frutti si vedono».