Siracusa, Accorpamento Camere di Commercio, Le associazioni chiedono la revoca e l’arrivo del “super commissario”

Altra Testata - 25/07/2016

SIRACUSANEWS.IT

La vicenda degli accorpamenti delle Camera di commercio in Sicilia ha inizio dalla riduzione del diritto camerale, approvato dal governo Renzi nel 2014 nell’ambito dei provvedimenti finalizzati al riordino della pubblica amministrazione. Al fine di superare la conseguente crisi funzionale del sistema camerale e avviare così economie di scala, Unioncamere nazionale propone, all’inizio del 2015, di avviare accorpamenti di Camere con una dimensione territoriale pari a 120 mila imprese, riducendone fortemente la presenza sui territori.

Ad agosto del 2015 viene emanato il decreto del MISE di accorpamento delle camere di Catania, Ragusa e Siracusa e a settembre dello stesso anno iniziano le procedure di accorpamento così come previsto da Unioncamere; a percorso avviato però arriva la Legge Madia, sul riordino delle funzioni delle Camere di commercio con la quale il governo è delegato, entro dodici mesi (con scadenza a ottobre 2016) a emanare le norme attuative su questi principi e criteri direttivi.

A seguito della nuova Legge Delega infatti quasi tutte le Camere di commercio in Italia bloccano le procedure di accorpamento volontarie e aspettano le norme attuative della legge Madia; la Camera di Siracusa, ad esempio, può scegliere, secondo le nuove direttive, sia di stare con Catania e Ragusa sia di accorparsi esclusivamente con Ragusa. Inoltre, visti i numeri e considerate le nuove opportunità proposte potrebbe anche, volendo, restare da sola, così come le Camere delle città metropolitane o dei territori montani, purché economicamente sostenibili.

Per queste ragioni Ie associazioni Confindustria, Cna, Sicilia Imprese, Confartigianato, Claai, Confagricoltura, Cia, Confesercenti, Assoimprese, Confocooperative, Legacoop, Agci, Cisl, Uil, Ugl, Unione Consumatori, e alcuni ordini professionali, non sostengono singole persone o specifici interessi, ma “il sistema produttivo locale – scivono in una nota congiunta -,di cui la Camera di commercio è il centro, e sostiene le eccellenze del nostro territorio che è di più e ben oltre la becera rappresentazione che qualcuno vuole dare . Il nostro sistema produttivo fatto , sorretto da un sistema di infrastrutture di prim’ordine (escluse le ferrovie che vanno innovate) con ben due porti nella stessa provincia che fanno parti delle Reti Europee Ten T con Augusta che appartiene al livello CORE e Siracusa a livello globale(nessun altra presenza è così di valore in altre città d’Italia.Della Sicilia neanche a parlarne). Infrastrutturazioni che ancorché da sviluppare è meglio organizzare ,permettono alla provincia di essere tra le prime d’Italia per merci spedite all’estero. Nonostante ciò la costituenda Camera di Commercio mortifica il territorio di Siracusa eliminando la rappresentanza del settore “Commercio Estero “solo perché a Catania è quasi assente.Appurato dunque che il modello di accorpamento previsto da Unioncamere non risponde né ai principi della legge Madia né alle logiche territoriali, preoccupante è stata e continua a essere, per certi versi, anche la condotta fin qui svolta dal Commissario ad acta nominato per l’unificazione, il dottor Alfio Pagliaro”.

Alla luce di tutto ciò le associazioni mirano a coinvolgere tutto il territorio a cominciare dai sindaci e poi la rappresentanza dei deputati regionali e nazionali, oltre alle associazioni, agli ordini professionali per chiedere al parlamento siciliano, al governo Regionale e al governo Nazionale la sospensione, a seguito della legge Madia, di tutti gli accorpamenti in Sicilia; l’invio del più volte annunciato “Super Commissario” da parte della Regione; che la Commissione Attività Produttive dell’Ars e la Presidenza si facciano carico di un incontro al MISE e in Conferenza Stato/Regioni per prendere atto della decisione di revoca della delibera di accorpamento con Catania e Ragusa assunta dal consiglio camerale di Siracusa il 16 giugno scorso.

Infine, il 25 luglio si terrà l’assemblea dei soci Sac che dovrà valutare sia l’ipotesi di privatizzazione sia la nuova governance dell’Aeroporto di Catania. Il territorio di Siracusa, attraverso il Libero Consorzio dei Comuni e la Camera di Commercio possiede due quote della Società e non può, in nessun caso, essere ignorato o sottostimato. “Mentre non appare di alcun interesse qualunque discorso legato alle poltrone o agli incarichi, si ritiene imprescindibile la necessità di non lasciare inascoltate le esigenze di un territorio importante e strategico come quello di Siracusa – concludono –. Nell’ipotesi di approvazione della privatizzazione poi le eventuali risorse derivanti dall’operazione potrebbero, con assoluta tranquillità, garantire l’autonomia e la sostenibilità economica della Camera di Commercio di Siracusa, incluso il mantenimento degli ex funzionari e dirigenti in pensione, rispettando così gli oltre 150 anni di storia dell’ente camerale aretuseo”.