Sindaci già in prima linea per la nuova cura del lago

Quattro sindaci in prima linea, tutti gli altri subito dietro. L’Associazione dei Comuni rivieraschi non ha perso tempo e, non appena concluso l’insediamento del Comitato di coordinamento dell’accordo quadro per lo sviluppo territoriale “Salvaguardia e risanamento del lago di Varese”, ha nominato i rappresentanti incaricati di seguire passo dopo passo lo stato dei lavori assieme alla Regione. Un gruppo esecutivo composto dai rappresentanti dei Comuni di Bardello, Azzate e Cazzago Brabbia e al quale va aggiunto Gavirate, che proprio oggi comincia il semestre di presidenza dell’associazione. «La riunione di mercoledì – hanno affermato all’unisono – rappresenta sicuramente un punto di svolta, con la Regione Lombardia che ha finalmente avviato un’operazione attesa da anni. I 5,6 milioni di euro messi a disposizione nel Bilancio di previsione 2019-2021 sono una cifra importante, non possiamo che essere contenti. Siamo arrivati a questo punto dopo quattro anni di lavoro e dopo aver a lungo insistito sulla centralità del lago per il nostro territorio». Le buone notizie arrivano soprattutto dal punto di vista economico, come spiegato dal sindaco di Azzate Gianmario Bernasconi: «Sia il presidente Attilio Fontana che l’assessore regionale all’ambiente e al clima Raffaele Cattaneo hanno assicurato che, in base alla mappatura delle criticità, potrebbero arrivare altri soldi. Gli interventi necessari verranno infatti inseriti nel piano d’ambito e quindi finanziati dalle tariffe idriche; qualora queste non bastassero, la Regione si è impegnata a sostenere la parte rimanente». Se il sindaco di Varese Davide Galimberti aveva subito sottolineato l’importanza di giungere «a un gestore comune del sistema idrico», Gavirate e Bardello si sono concentrati sulla nuova collocazione prevista per lo scarico dei fanghi, che verrà allontanato dai centri abitati. «Si partirà comunque da quanto già presente – ha affermato il sindaco di Bardello Luciano Puggioni –, le pompe e i motori sono quasi tutti recuperabili. Lo spostamento di circa un chilometro è dovuto alla volontà di risolvere il problema dei cattivi odori». «Siamo appena all’inizio – gli ha fatto eco la consigliera gaviratese Valeria Musco – ma l’auspicio è quello di sottoscrivere definitivamente l’accordo entro maggio, prima delle elezioni». Ecco, i tempi sono oggetto di discussione: perché l’operazione risanamento entri nel vivo servono infatti alcuni interventi strutturali, come lo spostamento dello scarico dei fanghi e la realizzazione di tre zattere di monitoraggio sul lago, sul fiume Bardello e nel punto in cui quest’ultimo si immette nel Maggiore. «Parlare di balneabilità in tre anni – ha sostenuto il sindaco di Cazzago Brabbia Emilio Magni – è assurdo, per vedere i risultati ne serviranno almeno cinque, sei o sette. La cosa fondamentale ora è superare i rallentamenti burocratici e cominciare subito tutti i lavori che si possono già fare».

Acqua pulita in cinque mosse ma la priorità sono le fogne

– Cinque mosse per risanare il lago, le prime tre – fon – damentali – da mandare a regime il prima possibile. Tutto comincerà, o meglio è cominciato, con la mappatura del sistema fognario dei Comuni che si affacciano sullo specchio d’acqua varesino, una rete estesa per più di mille chilometri. A capo delle operazioni sarà Alfa, società pubblica che gestisce il servizio idrico in molte realtà territoriali e che potrà avvalersi di mappe in parte già realizzate. Contemporaneamente, appena verranno identificate criticità nei tubi o negli oltre duecento sfioratori, si interverrà per risolverle e per sanzionare e chiudere eventuali scarichi abusivi. Con questi due step sarà limitato di fatto l’arrivo di ulteriore fosforo nell’acqua del lago; il terzo, invece, punterà a togliere quello già presente attraverso il prelievo ipolimnico. «Anche questa operazione –ha sottolineate il sindaco di Azzate Gianmario Bernasconi – potrà essere parallela alla mappatura e agli interventi sulle criticità, ma per vederla avviata dovremo realisticamente attendere la primavera 2021. Il prelievo infatti può essere eseguito solo nei mesi caldi, quando cioè il lago si stratifica, e prima di accendere le pompe saranno necessari interventi strutturali». Per completare il quadro occorrerà poi affrontare il tema della navigazione, che in futuro dovrà essere quanto più possibile a impatto zero; l’idea, ancora da approfondire, è quella di natanti a motore elettrico. Da ultimo le azioni di coordinamento di tutto il sistema, che comprenderanno anche la disciplina del regime delle acque e del livello del lago.