Sices e Pensotti Incontro a Roma

L’appuntamento davanti al giudice è stato fissato per il prossimo 26 giugno, quando al Tribunale di Varese si terrà la prima udienza del fallimento. Mercoledì prossimo, però, i dipendenti di Sices e Pensotti in liquidazione saranno a Roma per discutere del loro futuro con i funzionari del ministero del Lavoro. L’obiettivo è quello di chiedere la proroga della cassa integrazione che lo scorso novembre era stata concessa per chiusura aziendale, in modo da garantire ai dipendenti delle due aziende una copertura almeno fino al prossimo ottobre.

Cento posti a rischio

Il provvedimento di cassa interessa un totale di un centinaio di persone, 60 dipendenti di Sices e 45 della controllata Pensotti Fabbrica Caldaie Legnano. Solo per restare a Pensotti, all’apertura della prima cassa integrazione, nel marzo 2018, i dipendenti erano più del triplo: 130 in tutto, che fino a ottobre erano rimasti nello stabilimento di via Boccaccio e nella sede amministrativa di via XX Settembre sperando che il gruppo potesse superare le difficoltà finanziarie iniziate qualche mese prima, quando le banche avevano imposto all’azienda un piano di rientro. Nel giugno scorso Pensotti fu costretta a rinunciare a un ordine di 40 milioni di euro per mancanza di liquidità, a quel punto l’unica era tentare un concordato in bianco e cedere il ramo d’azienda a un soggetto terzo. Il Tribunale di Varese ritenne però il piano di salvataggio troppo generico: il concordato fu rifiutato, a marzo Sices Spa fu dichiarata fallita. Il mese successivo toccò a Pensotti. A ottobre grazie al Decreto Genova i dipendenti poterono accedere a un anno di cassa integrazione. In seguito al fallimento, il decreto di cassa deve però essere modificato: la speranza delle Rsu e dei sindacati è che preso atto del fallimento il ministero del Lavoro possa comunque concedere a chi ancora risulta in forza alle aziende di sfruttare il sussidio fino al prossimo ottobre, quando una decina di dipendenti di Pensotti matureranno i requisiti per agganciarsi alla pensione.

L’interesse per le aree

Mercoledì prossimo a Roma sarà presente anche il curatore Marco Bianchi: il Tfr dei dipendenti sarà garantito dall’Inps, se confermata, la cassa rappresenterà per i dipendenti una boccata d’ossigeno. Nel frattempo, Bianchi sarebbe impegnato a valutare le ipotesi di riutilizzo degli immobili riconducibili alle due società in fallimento. Un interessamento sarebbe stato registrato sulla palazzina amministrazione di Legnano, che potrebbe essere presa in affitto da un imprenditore. In base a una prima stima formulata dal Tribunale, negli ultimi anni di esercizio il Gruppo Sices avrebbe cumulato perdite per un totale di circa 80 milioni di euro.