Siccità, cala la scure sul nostro mais

La Prealpina - 01/09/2017

Il clima fa male anche al mais alle nostre latitudini. La mancanza di piogge colpisce la produzione. A rivelarlo è la Coldiretti provinciale, impegnata in queste ore sui campi a verificare la tenuta della coltura dopo un’estate estremamente siccitosa. Tra questa settimana e la prossima, infatti, le trebbiatrici saranno in funzione per la raccolta, che si stima subirà un calo medio del 20% circa. «Un danno doppio – spiega il Fernando Fiori, presidente di Coldiretti Varese – che si ripercuoterà non solo sugli agricoltori per un mancato introito, ma anche sui nostri allevatori, visto che il mais rappresenta la base dell’alimentazione di un sistema zootecnico che nella nostra provincia conta più di 14mila capi bovini».

Nel Varesotto – continua l’associazione degli agricoltori – il mais occupa in totale 1.250 ettari, e buona parte del raccolto ha risentito della rilevante assenza di piogge nella fase di fioritura, facendo registrare in molti casi piante dal bel gambo ma dalla pannocchia piccola e meno produttiva.

«La siccità ci ha preso in pieno – dice Gaspare Colombo, imprenditore agricolo di 69 anni di Ferno -. La situazione che ho riscontrato sui 35 ettari che ho coltivato a mais è raccontata dalle piante segnate per lo stress idrico: la mancanza di precipitazioni rilevanti mi porterà un danno quantificabile in circa il 40% di mancata produzione». A fargli eco Paolo Martinelli, agricoltore 59enne di Arcisate: «I miei 100 ettari hanno subito in buona parte danni dalle tre grandinate di agosto, che si sono aggiunti a quelli causati dalla siccità. Quest’anno raccoglieremo, almeno, il 30% in meno». Situazione simile anche nella zona di Angera, dove l’agricoltore 50enne Franco Zigaglio ha 33 ettari a mais: «Le piante sono belle, ma le pannocchie sono piccole e poco produttive».