«Siamo rammaricati» Anche Etihad si arrende

La Prealpina - 03/05/2017

«Ci rammarichiamo per il fatto che nonostante i significativi investimenti di Etihad in Alitalia, insieme a quelli degli altri azionisti, la compagnia non sia riuscita a proseguire nel suo percorso». E’ una resa la nota firmata ieri da James Hogan, Ceo del vettore di Abu Dhabi, il protagonista numero uno dell’operazione che, tre anni fa, portò Etihad ad acquisire il 49 per cento di Alitalia. Ma nemmeno i petrodollari sono riusciti nell’impresa di risollevare le sorti dell’ex compagnia di bandiera che ora, in amministrazione straordinaria, avrà sei mesi di tempo per evitare il tracollo.

In base alla legge Marzano (la stessa a cui si affidò Livingston sette anni fa per evitare il fallimento dopo la gestione Ferrero), i commissari nominati dal Ministero per lo Sviluppo economico avranno infatti 180 giorni a disposizione per presentare al governo un programma di risanamento della compagnia. IL compito è affidato a Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari. Se viene accettato, si procede con il piano, altrimenti si passa alla cessione dei beni aziendali o alla liquidazione. L’istanza per l’ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria è stata decisa all’unanimità ieri dal cda di Alitalia. «I soci – fanno sapere da Roma – avevano condizionato la disponibilità alla ripatrimonializzazione e al rifinanziamento a un accordo con le organizzazioni sindacali, venuto meno con l’esito del referendum tra i dipendenti». Etihad Airways e Alitalia siglarono un transaction implementation agreement nell’agosto 2014, che comportò un investimento di 1.722 milioni di euro da parte degli arabi di e altri azionisti italiani per ristrutturare la compagnia italiana. Uno sforzo economico che, fa ora intendere Hogan, non è stato capito dai piloti e dagli assistenti di volo del vettore tricolore: «Come investitori a supporto della compagnia, abbiamo mantenuto i nostri impegni da quando abbiamo acquisito la nostra quota di minoranza. I nostri investimenti, insieme a quelli degli altri azionisti, hanno aiutato a proteggere migliaia di posti di lavoro negli ultimi tre anni».

G.C.